Truffavano gli anziani nelle compravendite di automobili, la denuncia di Federconsumatori

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Una delle problematiche principali che si riscontrano frequentemente presso lo Sportello Federconsumatori di Udine concerne l’acquisto di autovetture usate presso rivenditori professionisti. Frequentemente si riscontrano sulle auto acquistate vizi che si manifestano solo dopo l’acquisto. Si tratta di vizi che l’acquirente, prima della consegna dell’autovettura, non è in grado di riscontrare perché spesso non possiede le competenze tecniche sufficienti per farlo o non gli viene data la possibilità materiale di provare l’autovettura prima dell’acquisto o perché il breve lasso di tempo in cui l’auto gli viene data in visione o prova, non è sufficiente a far emergere i difetti dell’autovettura. Nei casi più gravi è però necessario sporgere querela nei confronti di alcuni venditori senza scrupoli che approfittando di compratori onesti, vendono a prezzi alti autovetture praticamente da rottamare. Recentemente, presso la sede della Federconsumatori di Udine, sono capitati numerosi casi di compravendite di auto usate in condizioni pessime, casi risolti o in via di risoluzione grazie a trattative gestite da Federconsumatori direttamente col venditore. Vi è stato un caso, in particolare, in cui il venditore professionista aveva proposto addirittura direttamente a casa di un anziano residente nella Provincia di Udine, la vendita di una vettura; questi i fatti: l’anziano acquirente aveva contattato telefonicamente la concessionaria in quanto voleva acquistare un’auto a chilometri zero, possibilmente grigia metallizzata; nell’occasione evidenziava anche al venditore che non avrebbe utilizzato molto l’auto sia per l’età avanzata che per problemi di vista. Nella stessa giornata il venditore interpellato si recava presso l’abitazione del compratore facendogli visionare un’auto che, secondo lui, avrebbe dovuto rappresentare un ottimo affare per l’acquirente in quanto di categoria superiore a quella richiesta. L’acquirente veniva rassicurato anche sulla circostanza che l’auto fosse in condizioni perfette perché aveva avuto un solo proprietario e che aveva percorso poco più di 100.000 chilometri, nonostante avesse già qualche anno. Rassicurava l’anziano che l’auto era stata regolarmente tagliandata, che era perfettamente funzionante e che tutta la manutenzione era certificata. Questo purtroppo solo a parole. L’astuto venditore induceva così l’anziano acquirente a fidarsi della proposta d’acquisto. Al momento della consegna dell’auto, infatti, non veniva consegnato il libretto di uso e manutenzione e nonostante le rassicurazioni sulla sua esistenza, non venne mai fornito. Dopo aver utilizzato l’auto per un brevissimo tratto di strada l’acquirente si rendeva conto che la stessa presentava diversi problemi e che lo stato di usura dell’auto non era compatibile con il chilometraggio dichiarato. Un’autofficina interpellata dall’acquirente, periziando la vettura, affermava addirittura che l’auto in quelle condizioni era pericolosa per la circolazione. Di fatto l’anziano acquirente era diventato proprietario di una vettura pagata circa 4 volte il valore di mercato, e piena di gravissimi difetti circostanza di cui, purtroppo, si era reso conto troppo tardi. L’acquirente a questo punto manifestava la volontà di recedere dal contratto ma il venditore dapprima si rifiutava di ricevere la dichiarazione di recesso dell’acquirente e poi, comunque, di impegnarsi a riparare l’auto o di ribassare il prezzo d’acquisto; a questo punto l’unica strada percorribile in tempi brevi rimaneva quella di querelare il venditore per truffa, nella speranza che ulteriori accertamenti venissero eseguiti sull’autovettura direttamente dalla polizia giudiziaria. Fortunatamente, risalendo al precedente proprietario della vettura, si è potuto ricostruire il chilometraggio effettivo ed è risultato che i chilometri effettivamente percorsi erano di oltre una volta e mezza superiori a quelli dichiarati dal venditore. Attualmente è pendente un procedimento penale per truffa nei confronti del venditore e vi sono buone possibilità che il venditore venga condannato sia penalmente che a risarcire i danni subiti dal compratore costituitosi parte civile. L’avv. Sabrina Colle, di Federconsumatori Udine, esperta in tali questioni, consiglia, quando si verifichino casi particolarmente gravi, come quello sopra descritto, di sporgere querela contro i venditori più spregiudicati, ciò anche al fine di potersi costituire parte civile nel processo penale, richiedendo così in tale sede il risarcimento dei danni subiti, strada a volte più veloce ed efficace della causa civile. Diversamente, quando non si riesca a trovare un accordo e non siano ravvisabili nel venditore comportamenti che abbiano una rilevanza penale, è necessario intentare una causa civile. Il compratore di una vettura usata deve comunque sempre ricordare che sta comprando un’auto non nuova e che quindi non può pretendere che l’auto sia perfetta, anche perché i vizi riscontrabili a occhio nudo, compatibili con la vetustà del veicolo acquistato, come graffi alla carrozzeria, tappezzeria interna consumata o rovinata, vetri scheggiati, non potranno, comunque, essere risarciti.

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