Crac Popolare di Vicenza, si raccolgono documenti per i risarcimenti

Dopo l’approvazione del Fondo di Indennizzo dei risparmiatori all’interno della legge finanziaria 2019 è in corso di emanazione un primo decreto che disciplina la presentazione delle domande di risarcimento. A questo riguardo occorre anzitutto registrare un ulteriore ritardo rispetto al termine previsto nella legge finanziaria: 30 gennaio 2019

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TriestePrima

Dopo l’approvazione del Fondo di Indennizzo dei risparmiatori all’interno della legge finanziaria 2019 è in corso di emanazione un primo decreto che disciplina la presentazione delle domande di risarcimento. A questo riguardo occorre anzitutto registrare un ulteriore ritardo rispetto al termine previsto nella legge finanziaria: 30 gennaio 2019. Nel corso di un incontro intervenuto tra le associazioni dei risparmiatori ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze è stata prospettata la necessità di tre decreti attuativi: il primo da emanare entro il mese di Febbraio, il secondo entro il mese di marzo ed il terzo, contenente la nomina dell’apposita commissione esaminatrice delle domande in una scadenza non meglio precisata. Solo da quest’ultimo decreto decorrerebbero i 6 mesi entro i quali sarebbe possibile presentare le domande. Permane quindi una rilevante criticità, che assume sempre più i contorni di una beffa, sulla decorrenza della procedura di rimborso. Una bozza del primo decreto consegnata alle associazioni dei risparmiatori disciplina i contenuti delle domande di rimborso e la documentazione da allegare alle stesse. Una prima lettura di tale bozza evidenza la presenza di almeno tre elementi critici. Il primo riguarda la “violazione massiva degli obblighi di informazione, diligenza, correttezza, buona fede oggettiva e trasparenza”. A tale riguardo viene previsto che nella documentazione a corredo di ogni domanda vengano “eventualmente” “presentate pronunce dall’ACF, dell’Autorità di Vigilanza o di un Giudice”. Dato che tali pronunce sono attualmente disponibili per poche centinaia di risparmiatori in tutta Italia (su circa 260.000 risparmiatori potenzialmente interessati) è legittimo chiedersi in quale modo la Commissione giudicante potrà accertare in ogni singolo caso le “violazioni massive”. E’ inoltre di scarso significato che la Commissione giudicante possa acquisire d’ufficio “idonea documentazione bancaria, amministrativa o giudiziale” in quanto i relativi atti sono già pubblici ed immediatamente disponibili almeno per quanto riguarda le sanzioni già comminate alle Banche Venete. Rimane quindi, nell’accertamento delle “violazioni massive”, una rilevante discrezionalità della Commissione e, di conseguenza, un’incertezza nell’accoglimento delle domande. Un secondo elemento di criticità riguarda l’acquisizione della documentazione: essendo necessario documentare, tra l’altro, “costo di acquisto, data di acquisto e codici identificativi degli strumenti finanziari oggetto dell’istanza” non è dato sapere come sia possibile acquisire tali dati per le operazioni azionarie ed obbligazionarie anteriori al 2008 per le quali non esiste da parte delle banche obbligo di conservazione della documentazione. Il terzo elemento di criticità riguarda i tempi di presentazione delle domande (6 mesi dalla nomina della Commissione esaminatrice): la massa imponente di risparmiatori potenzialmente legittimati alla presentazione delle domande (circa 260.000) eserciterà una pressione assai rilevante sulle strutture che dovrebbero rendere disponibile la documentazione e che si troveranno in grave difficoltà nel rispettare i tempi previsti (30 giorni) per la consegna ai richiedenti. A ciò si aggiunge il fatto che la redazione della domanda e la presentazione della documentazione, soprattutto nella parte in cui si dovrebbero provare le “violazioni massive” della normativa in materia di investimenti, renderanno praticamente inevitabile l’assistenza di associazioni o di studi legali (con i connessi costi) e problematico il rispetto dei tempi previsti. Non appena il decreto attualmente in bozza verrà pubblicato Federconsumatori si renderà disponibile ad una prima fase dell’assistenza ai risparmiatori per quanto riguarda il reperimento della documentazione. Al fine di dare una corretta informazione e tutti gli aggiornamenti ai consumatori coinvolti, presso la sede di Udine, in via Mantova 108/b, sono previste riunioni giornaliere, dal lunedì al venerdì dalle ore 17.00 alle ore 18.00.

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