Intolleranza al lattosio, come riconoscerla e quale terapia seguire

I soggetti con intolleranza al lattosio non riescono a tollerare il latte e altri prodotti caseari che contengono lattosio. Per poter formulare una diagnosi, è necessario capire se i sintomi insorgono dopo il consumo di tali prodotti e confermare l’intolleranza tramite test medici specifici

Il lattosio rappresenta il 98% degli zuccheri presenti nel latte. Esso è contenuto nella massa secca del latte vaccino (circa il 40%) e il 3,5-4% anche nei suoi derivati (formaggi e yogurt) e in prodotti a base di siero di latte. In particolare nel siero, il lattosio costituisce circa il 70% della massa secca.

L'intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è un disturbo generalmente ereditario molto frequente in Italia - secondo i dati forniti dall'EFSA nel 2010, ne soffrirebbe circa il 50% della popolazione- e consiste nell’incapacità di digerire questo zucchero a causa della mancata produzione dell'enzima digestivo lattasi. In caso di deficit di lattasi, quindi, il lattosio non può essere digerito e assorbito, portando a conseguenze come diarrea, flatulenza e crampi addominali. Nei neonati, i livelli di lattasi sono elevati, consentendo loro di digerire facilmente il latte; tuttavia, questi livelli si riducono notevolmente dopo lo svezzamento così che, negli anni successivi e anche in età adulta, non si è più in grado di digerire elevate quantità di lattosio. Di conseguenza, la maggior parte degli adulti sani non riesce a digerire significative quantità di lattosio ed è pertanto normalmente “intollerante al lattosio”.

Sintomi

I sintomi dell’intolleranza al lattosio si accentuano mangiando cibi ricchi di lattosio, come il latte, mentre generalmente sono ben tollerate moderate quantità di yogurt e formaggi stagionati. Ecco quelli più comuni:

  • astenia;

  • coliche, crampi, dolori e gonfiore addominale;

  • diarrea e flatulenza;

  • nausea.

I soggetti con intolleranza al lattosio non riescono a tollerare il latte e altri prodotti caseari che contengono lattosio. Per poter formulare una diagnosi, è necessario capire se i sintomi insorgono dopo il consumo di prodotti caseari, per poi confermare l’intolleranza tramite test medici specifici. Si può, ad esempio, provare un periodo di dieta priva di prodotti caseari per 3 o 4 settimane; se i sintomi scompaiono, per poi ricomparire quando si reintroducono questi prodotti, l’intolleranza è molto probabile. La diagnosi deve comunque essere confermata da un medico specialista; il test più comune che viene utilizzato per questo è il Breath Test, o test del respiro. A Trieste, ad esempio, è possibile farlo presso la Farmacia Alla Testa d'Oro (Via Mazzini, 43); la Farmacia Alla Redenzione (Piazza G. Garibaldi, 6); l'IRCCS Burlo Garofolo - Ambulatorio di Gastroenterologia (Via dell'Istria, 65/1); Laboratori Riuniti Trieste (Piazza Ponterosso, 6); Casa di Cura Salus (Via Bonaparte, 4/Via Gallina, 4) ecc.

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Terapia

La terapia per contrastare l’intolleranza al lattosio prevede, in primis, l’esclusione dalla dieta dei cibi contenenti lattosio, principalmente latte vaccino, latte di capra, latticini freschi, gelati, panna e molti dolci e biscotti contenenti latte. È necessario fare attenzione anche all’assunzione di prosciutto cotto e insaccati, dove il lattosio viene aggiunto come additivo al fine di mantenere una giusta morbidezza delle carni; inoltre, anche altri alimenti, come i cibi precotti, alcuni tipi di pane in cassetta e molti farmaci possono contenere lattosio. Lo yogurt, invece, è spesso tollerato perché contiene naturalmente lattasi, prodotta da Lactobacilli. È importante anche assumere integratori di calcio per prevenirne la carenza. Un’altra soluzione efficace è rappresentata dagli integratori di enzima lattasi, sono disponibili senza prescrizione medica e possono essere assunti quando si mangiano o bevono prodotti contenenti lattosio, così da riuscire a digerirli. Questi integratori sono facilmente reperibili in qualsiasi farmacia.

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