Contratti di locazione, come funziona un affitto breve

Il decreto legge n. 50/2017 disciplina nel dettaglio il regime fiscale degli affitti brevi, occupandosi anche di disciplinare i gestori dei portali che fungono da intermediari tra chi cerca e offre casa. Scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta

Da qualche anno si sente molto parlare di affitti brevi, ma sapete cosa sono? Si tratta di contratti di locazione di durata inferiore ai 30 giorni. Il decreto legge n. 50/2017 ne disciplina nel dettaglio il regime fiscale, occupandosi anche di disciplinare fiscalmente i gestori dei portali che fungono da intermediari tra chi cerca e offre casa.

Come funziona?

La norma vigente nel definire gli affitti brevi è chiara, i contratti di locazione vengono stipulati direttamente da privati al di fuori di un’attività di impresa o avvalendosi di intermediari o portali il cui scopo è mettere in contatto un locatore e un conduttore. Non tutti gli immobili, però, possono essere destinati a contratti di affitto breve, ma sono solo quelli appartenenti a certe categorie catastali:

  • dalla A1 alla A11 (fatta eccezione per la A10 a cui appartengono uffici o studi privati), di cui sono comprese anche le pertinenze (cantine, soffitte, box, posti auto);

  • singole stanze.

Vantaggi

Il successo degli affitti brevi ha un perché. Questa soluzione, infatti, comporta una serie di vantaggi:

  • maggiore flessibilità per il proprietario;

  • meno danni da usura;

  • scelta personale del tariffario;

  • agevolazioni sulle spese legate alla proprietà.

Cedolare secca

La legge n. 50/2017, che si occupa soprattutto di definire il regime fiscale di questi affitti, stabilisce che a partire dal 1° giugno 2017, i titolari di redditi derivanti dai contratti di locazione breve stipulati dalla stessa data, possono optare per il regime della cedolare secca, con aliquota del 21%.

Obblighi

Il decreto sicurezza bis ha previsto l’obbligo, per chi concede in locazione il proprio immobile per un affitto breve, di comunicare alla Questura i dati identificativi degli ospiti entro le 24 ore dal loro arrivo, che si riducono a 6 ore se la permanenza è di una sola notte. Una volta iscritto e in possesso delle credenziali di accesso, il proprietario è obbligato a inviare i dati dei soggetti che alloggiano presso il suo immobile nei termini stabiliti dal decreto.

Codice identificativo

Un altro obbligo è quello di “abbinare” un codice identificativo alfanumerico per ogni annuncio online che si riferisce a una locazione turistica. Grazie a questo codice l’Agenzia delle Entrate è in grado di verificare il tipo di struttura ospitante, le caratteristiche dell’immobile e ulteriori informazioni di dettaglio relative al proprietario locatore. La misura è stata introdotta per contrastare i possibili fenomeni di evasione fiscale.

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