Sfratto, quando può essere eseguito e perché

Lo sfratto è un atto giuridico con il quale, nell'ambito di un rapporto di locazione, il locatore richiede ad un locatario di riconsegnargli l'immobile. Le ragioni possono essere tante, e diverse sono le procedure previste. Scopriamole insieme

Lo sfratto è un atto giuridico con il quale, nell'ambito di un rapporto di locazione, il locatore richiede ad un locatario di riconsegnargli l'immobile. In poche parole, nel caso in cui alla scadenza di un contratto di affitto, per mancato pagamento o per altre necessità, l’inquilino non vuole liberare l’appartamento, il proprietario può procedere con l'operazione di sfratto. Vediamo come funziona.

Tipologie

Lo sfratto può essere intimato nei seguenti casi:

  • finita locazione: il provvedimento può essere richiesto dopo la scadenza del contratto, qualora, a seguito della disdetta, il conduttore non abbia ritenuto di rilasciare l'immobile al locatore. Può però essere richiesto anche prima della naturale scadenza del contratto, in tal caso si tratta di una condanna del futuro, che si basa su intimazione che ha efficacia di disdetta, in quanto evita il rinnovarsi del contratto.

  • Morosità: il provvedimento di rilascio può essere richiesto, in ogni momento, qualora il conduttore si renda inadempiente all'obbligo del pagamento di almeno due mensilità del canone concordato e/o degli oneri accessori. Inoltre, il locatore può chiedere nello stesso atto l’ingiunzione di pagamento per i canoni scaduti.

Se, poi, il locatore vuole riutilizzare l'immobile per motivi di necessità tassativamente indicati dalla legge, si ha un terzo tipo di sfratto, quello per necessità.

L'intimazione

In tutti e tre i casi, la procedura inizia con un intimazione, rivolta dal locatore, di rilasciare l’immobile libero da persone o cose, con contestuale citazione davanti al giudice del luogo in cui si trova la cosa locata, per la convalida. Si tratta di una procedura che necessita dell’intervento di un legale.

Lo sfratto, come funziona

A questo punto, l’avvocato citerà l’inquilino di fronte al giudice il quale, accertato che il procedimento di sfratto è regolare e non ci sono opposizioni valide del conduttore, fissa la data entro la quale l’alloggio deve essere restituito al proprietario. Il giudice potrebbe prorogare il contratto anche di un anno per dar tempo all’inquilino di trovare altra sistemazione.

Quando può essere eseguito

Ricordiamo che lo sfratto può essere eseguito solo se:

  • c’è un ritardo di almeno 20 giorni nel pagamento di una mensilità;

  • c’è un ritardo di almeno 2 mesi nel pagamento delle spese condominiali e sempre che le stesse raggiungano l’importo pari a due mensilità di canone di affitto.

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L'inventario delle proprietà

Il giorno dello sfratto, se l’inquilino non può portare via tutte le sue cose (arredi e oggetti presenti nell’immobile), l’ufficiale giudiziario è tenuto a compilare un inventario delle proprietà dell’inquilino rimaste in casa. L’inquilino concorda col proprietario quando poter passare a ritirare il resto delle cose che si trovano ancora nell’alloggio.

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