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Sulle sue spalle

Con immagini raccolte solo attraverso le fotocamere dell'iPhone, la ventitreenne Nadia Murad conduce una crociata tanto straziante quanto vitale per individuare le piattaforme più potenti e, facendosi portavoce della comunità yazida, mostrare al mondo lo sterminio di massa messo in atto dai militanti dell'ISIS. Salvatasi miracolosamente, ripete incessantemente ciò di cui è stata testimone nei programmi tv, nelle conferenze e persino alle Nazioni Unite. Lo fa affinché ciò che sta accadendo nel suo Paese non passi inosservato agli occhi del mondo.
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