A Lubiana monta la protesta sul 10 febbraio: "Dichiarazioni inaccettabili"

Il presidente della Slovenia Borut Pahor ha inviato una nota a Mattarella. "Vorrebbero far credere che le foibe furono pulizia etnica”. La protesta formale anche di europarlamentari sloveni. La notizia riportata da Radio Capodistria

Il Presidente della Slovenia Borut Pahor, in una lettera inviata al presidente italiano Sergio Mattarella, ha espresso preoccupazione a causa di quelle che sono state definite “inaccettabili dichiarazioni di alti esponenti dello stato italiano (…) che vorrebbero far credere che le foibe furono pulizia etnica”. Lo riporta Radio Capodistria in un articolo a firma di Stefano Lusa. 

"Il fascismo aveva l'obiettivo di distruggere il popolo sloveno"

"Dura reazione anche del premier sloveno Marjan Šarec - scrive Lusa - che in un tweet ha parlato di falsificazioni e revisionismo storico senza precedenti, messo in atto da alti politici e persino da funzionari dell’Unione europea. Šarec ha anche aggiunto che il fascismo aveva come obiettivo quello di distruggere il popolo sloveno".

La Commissione italo-slovena come punto dove comprendere la Storia

Anche il Ministero degli esteri della Repubblica di Slovenia ha espresso preoccupazione. "Affermazioni - riporta Lusa - che vanno sulla via del revisionismo storico e non sono in linea con i fondamenti dell’Unione europea, definiti nella Carta di Helsinki sulla sicurezza e la stabilità in Europa”. Per il Ministero degli esteri la base per la comprensione di quanto accaduto durante la guerra ed il dopoguerra sta nella relazione della Commissione storica italo slovena, che ha analizzato i rapporti tra italiani e sloveni dal 1880 al 1956".

Le accuse a Mattarella e Salvini

Secondo il ministro degli esteri Miro Cerar "la retorica di Tajani è assolutamente inaccettabile". "Nodo del contendere le dichiarazioni sull’Istria e la Dalmazia italiana del presidente del parlamento europeo". Accuse di risvegliare il fascismo sono piovute dall'europarlamentare Tanja Fajon che ha puntato il dito contro il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e contro Matteo Salvini.  Altre accuse poi sono state mosse dal vicepresidente dei socialdemocratici, Matjaž Nemec. Il rappresentante politico ha detto che i rappresentanti italiani hanno parlato di “fatti irreali” presentati in “una luce diversa”. All'interno della polemica sono finiti anche i manifesti di CasaPound, comparsi di fronte alle scuole slovene di Gorizia. 

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