130 mila alberi a Trieste, Dapretto: «Danni da inquinamento, maggiori risorse per salvaguardia»

Conferenza stampa dell'assessore Andrea Dapretto su “La sicurezza del patrimonio arboreo comunale” cui sono intervenuti anche il funzionario forestale del Servizio Spazi Verdi Pubblici, la direttrice dello stesso Servizio Antonia Merizzi, la consulente forestaleincaricata di eseguire la valutazione di stabilità degli alberi

La necessità di riprecisare, ancora una volta, le ragioni dell'Amministrazione comunale a fronte delle numerose segnalazioni di cittadini che intervengono a proposito della cura delle alberature stradali e degli abbattimenti anche recenti di piante in vari punti della città, hanno indotto il competente  Assessore ai Lavori pubblici, Demanio, Patrimonio e Verde urbano Andrea Dapretto a illustrare nuovamente la posizione dell'Ente sull'argomento. Lo ha fatto nel corso di una conferenza stampa su “La sicurezza del patrimonio arboreo comunale” cui sono intervenuti anche il funzionario forestale del Servizio Spazi Verdi Pubblici Francesco Panepinto, la direttrice dello stesso Servizio Antonia Merizzi, la consulente forestale Anna Barp della “Silvatica” s.a.s. di Villorba (TV) incaricata di eseguire la valutazione di stabilità degli alberi, nonché i rappresentanti di alcune associazioni ambientaliste che hanno accolto la linea dell'Amministrazione su questo tema (Legambiente, Triestebella).

Ha introdotto Dapretto ricordando innanzitutto come il Comune svolga una vasta e complessa attività di “attenzione”, valutazione e cura rivolta a un ampio patrimonio arboreo, attualmente costituito, nel suo complesso, da circa 130.000 alberature. Rimarcando però come di questo patrimonio la parte collocata nelle aree urbane più centrali – ovvero quella che più attrae l'interesse dei cittadini per le sue indubbie caratteristiche di maestosità, bellezza e ornamento del territorio cittadino – è proprio la stessa che si trova a soffrire oggi, e sempre più, per l'aumento dell'inquinamento, del traffico veicolare e di altri fattori contingenti, di una difficoltà di sopravvivenza significativamente crescente rispetto alle condizioni ambientali del passato. Viale XX Settembre 7-2

Date queste premesse – ha proseguito Dapretto – il Comune si trova a dover impiegare maggiori risorse per la cura delle alberature urbane ma, nel contempo, anche per compiere periodiche verifiche di questa parte specifica della “popolazione” arborea, mirate in particolare al controllo delle condizioni di stabilità delle piante onde garantire prioritariamente la sicurezza pubblica rispetto al rischio di cedimenti strutturali improvvisi parziali o totali che possono comportare danni anche molto gravi alle cose e alle persone.

Non siamo 'Attila', come qualcuno ha voluto definirci – ha lamentato l'Assessore -, né abbiamo alcun interesse, ma anzi solo dei costi, nell'eliminare delle piante. E gli abbattimenti  eseguiti sono stati disposti solo a seguito di precise verifiche e analisi compiute da ditte specializzate sulla base di un rigoroso protocollo tecnico-scientifico approvato dalla Società Italiana di Arboricoltura (SIA) con il quale viene attribuito a ogni albero un proprio indice di “propensione al cedimento” riassumibile in cinque “classi”: A (trascurabile), B (bassa), C (moderata), C-D (elevata) e D (estrema). Tale verifica di stabilità – ha continuato Dapretto - è annuale e mediamente riguarda circa 4000 soggetti arborei presenti nelle vie, viali, giardini e parchi cittadini. La verifica attualmente in corso di esecuzione, affidata a consulenti di grande esperienza e competenza nel settore (in questo caso alla “Silvatica” s.a.s. di Villorba, n.d.r.), ha riguardato a tutt'oggi 2500 alberi di cui solo 53 classificati in “classe di propensione al cedimento D”, di cui 19 già visibilmente morti in piedi. E solo per questi è previsto l'abbattimento. Come avvenuto appunto in Viale XX Settembre (nella situazione forse più evidente ed eclatante in tal senso, n.d.r.) dove si sono dovuti sacrificare 10 soggetti classificati in 'classe D', spesso in pessime condizioni vegetative e comunque in precarie condizioni di stabilità, con gravi rischi per la pubblica incolumità.”

 “Riconosciamo tutto il valore degli alberi, non solo strettamente ambientale, ma anche ornamentale e di arredo e pregio per uno spazio urbano particolarmente amato qual è ad esempio il Viale – ha osservato ancora Dapretto -, ma questi soggetti erano ormai privi di prospettive di vita, essendo stati tra l'altro nel corso degli anni più volte oggetto di danneggiamenti a causa di veicoli in sosta, scavi, vandalismi ecc. e quindi di lesioni e malattie i cui sintomi spesso non sono riscontrabili da chi non ha competenze specifiche nel settore e, in alcuni casi, non risultano visibili dall'esterno; tant'è che le estese cavità o lesioni interne possono essere individuate solo con l'ausilio di indagini strumentali specifiche. La decisione di abbattere un albero non viene presa, quindi, con leggerezza ma gli elementi di pericolosità in ambito urbani non possono venir trascurati.”

Viale XX Settembre 13-2“In particolare riguardo al Viale va detto ancora – ha concluso l'Assessore – che sono in fase di collocazione 64 nuove piante, con il rifacimento delle conche e il posizionamento di dissuasori protettivi a salvaguardia anche degli alberi antichi tuttora sussistenti.”

Dal canto suo il funzionario del Servizio Spazi Verdi Pubblici del Comune Francesco Panepinto, ricordando gli oneri elevati annualmente sostenuti per la potatura o il consolidamento di alberi di pregio, ha precisato come la riapparizione di fogliame anche sulle ceppaie dei tronchi abbattuti non sia un sintomo di per sé di vigoria vegetativa e non debba venir confusa con lo stato fitopalogico e di stabilità dell'albero; e ancora come le cavità e i marciumi interni e non visibili dall'esterno siano proprio questi i fattori di maggior rischio e causa di danni. Illustrando infine, assieme alla direttrice del Servizio architetto Merizzi, la scelta dell'acero campestre per le nuove piantumature in Viale alla luce sia della immediata vicinanza delle abitazioni sia della carenza di spazio vitale adeguato a causa della larghezza limitata dell'arteria.

Anna Barp, di “Silvatica” s.a.s., ha rimarcato l'importanza fondamentale delle analisi strumentali interne alle piante, che per consentono di individuare carie e funghi in grado di compromettere lo stato dell'albero, ribadendo come per tali analisi vengano seguiti tutti i dettami previsti dai protocolli della Società Italiana di Arboricoltura, ente che a sua volta si richiama e fa parte della corrispondente associazione di livello internazionale (International Society of Arboriculture, ISA).

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