25 aprile in Risiera, Dipiazza: "Rispettoso silenzio"

Il primo cittadino di Trieste è intervenuto alla cerimonia istituzionale nel cortile della Risiera di San Sabba. "Libertà, pace e democrazia sono stati i valori della Resistenza". La scelta di rimanere in silenzio per due lunghi minuti

foto Aiello

"Anche oggi il mio primo pensiero è per tutti gli eroi caduti per la liberazione della nostra patria". E' questo l'attacco dell'intervento che il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha letto durante la cerimonia istituzionale per il 74esimo anniversario della Liberazione in Risiera di San Sabba questa mattina. "La Resistenza è patrimonio della nazione. Lo scorso anno per oltre cinque minuti ininterrotti le urla, i fischi e bandiere inappropriate hanno oltraggiato questo luogo sacro e monumento nazionale. La festa della Liberazione - ha continuato Dipiazza - non è la bandiera di una parte che può essere oggetto di strumentalizzazioni; il 25 aprile è un simbolo perché patrimonio dell’Italia tutta”.

Il silenzio lungo due minuti

Il sindaco ha poi posto l’accento su “alcune realtà che in occasione di questa cerimonia vogliono solo alimentare la rabbia e le divisioni per specularci sopra”.  Subito dopo il sindaco è rimasto in silenzio per due minuti, prima di citare “libertà, pace e democrazia” come i cardini della civiltà italiana ed europea che “sono stati i valori della Resistenza”.

25 aprile in Risiera: la cronaca di una mattinata intensa

"Nessuna giustificazione per le dittature"

"Libertà, pace e demcorazia sono stati e sono i cardini della civiltà italiana ed europea e sono stati i valori della Resistenza" così il primo cittadino. "Non esistono cose buone dinnanzi alle barbarie che si sono compiute durante la Seconda guerra mondiale e non esiste alcuna giustificazione per nessun tipo di dittatura".  

La citazione da Il sentiero dei nidi di ragno

“Forse non farò cose importanti – ha concluso Dipiazza citando il protagonista del romanzo di Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno – ma la storia è fatta di piccoli gesti anonimi, forse domani morirò, ma tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia, e tutti i miei pensieri che sto facendo adesso influiscono sulla mia storia di domani, sulla storia di domani del genere umano”. "Viva la Costituzione, via la Repubblica italiana, viva Trieste". 

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