"Viale, gelato, vetrine di Sintex": lo storico negozio si sposta in via Crispi

Un pezzo di storia cambia location e lascia i locali di viale XX Settembre. Sintex, dal 1956, ha servito ben tre generazioni

Gelato, passeggiata in viale e vetrina di Sintex. Chi non ricorda quella porticina in viale XX Settembre dove si nascondeva un mondo fatto di giocattoli, maschere e tanta fantasia. Un negozio che ha coccolato tre generazioni e che, con grande professionalità, ha servito dal 1956 grandi e piccini. Oggi, Sintex, non lo troverete più là dove lo avete lasciato. Infatti, dal 5 febbraio si è trasferito in via Crispi 21/a. Siamo andati a trovare Edoardo, il titolare, che ci ha raccontato la storia di questo incredibile pezzo di storia triestina tra ottimismo e un velo di malinconia.

Raccontaci di Sintex

"Il negozio inizialmente era dedicato alla plastica, infatti il nome completo è "Sintex plastici". In quegli anni il Moplen andava di moda infatti, contemporaneamente, sono nati anche "Marchi Gomma" e altri negozi di questo genere. Con il tempo il prodotto, la plastica, è diventato sempre meno redditizio, così ci siamo dedicati ai giocattoli e ai prodotti stagionali: articoli di Carnevale, Pasqua, Natale...Ho tenuto duro 62 anni, poi ho deciso di spostarmi in questo nuovo spazio, di proprietà, per risparmiare sull'affitto."

La vecchia insegna

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Cos'è cambiato?

"Lo spazio è più moderno, più grande ma sempre accogliente. Ha questo profumo di legno che avvolge subito chi entra. La struttura è la stessa: ho mantenuto il banco a sinistra. La novità è che avrò a disposizione i vestiti di Carnevale per tutto l'anno. Chi vorrà vestirsi per un addio al celibato, un compleanno o chi vorrà fare una sorpresa, troverà qui tutto l'occorrente. Siamo inoltre specializzati in accessori: potete trovare davvero di tutto!"

Quali sono le maschere più richieste?

"Quest'anno c'è un gran ritorno di Cleopatra e, ovviamente, Uolter. Sono queste le maschere più richiesta. Però, devo dire, negli ultimi anni manca sempre più la fantasia, la creatività. Le persone non hanno più tempo o voglia di inventare qualcosa di nuovo. Credo che un po' di tempo e organizzazione, si potrebbero divertire molto di più!"

E tu? Ti mascheri?

"Una volta mi vestivo spesso. A furia di vendere costumi e maschere, mi entusiasmavo moltissimo. Mi sono divertito ad inventare personaggi originali: un anno ero 'l'uomo batteria/percussioni', un altro ancora 'il nuoto sincronizzato'".

Edoardo in BoJack Horseman

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I giocattoli restano?

"I giocattoli restano. Mi dispiacerebbe eliminarli. Un po' si è perso lo spirito del gioco, è come se avesse perso il proprio ruolo. Il gioco è formazione, socializzazione, creatività...Oggi buona parte dei bambini viene lasciata davanti ad uno schermo e non fanno altro che subire ciò che vedono, finendo per perdere quasi completamente la fantasia, la curiosità. Crescono con un modo di elaborare le situazioni in una maniera completamente diversa dalla nostra. Noi ci inventavamo i giochi, le regole: eravamo più liberi".

Quali sono le difficoltà oggi per le piccole realtà come la vostra?

"La difficoltà del commerciante di oggi è che deve competere con il mondo, ovvero internet. Prima se entravi in un negozio, ci entravi con curiosità, sperando di trovare qualcosa di nuovo. Oggi vai su internet, scegli, ti crei un'idea e la mente si blocca su quella. A quel punto è difficile dare nuove idee perchè c'è un preconcetto".

Il nuovo negozio piace?

"Sì, piace molto. Certo, un altro pezzo di storia se ne va e non fa piacere. Non fa piacere nemmeno a me. Ci sono nato in quel negozio. Aiutavo mio padre quando ero piccolo. Ho tantissimi ricordi legati a lui e a quella piccola dimensione che per me era diventata la mia quotidianità".

Il ricordo più divertente?

"Ho un quadernino su cui mi sono segnato le frasi più divertenti dei miei clienti. Però, devo dire, è da un po' che non scrivo niente. Ti leggo qualcosa: "Sto cercando un albero arredato" (Natale). Oppure: "E' tutto il pomeriggio che corro, non ne posso più di questo Tour de France". Questa signora me la sono immaginata con la maglia rosa sotto l'impermeabile e la bici fuori.
Poi c'è questa (Dario, 3 anni) "Cosa fai per essere buono?". "(Sospira) Uso la pazienza". Ecco, lui lo vorrei conoscere. Chissà com'è diventato".

Diciamolo, anche se ha cambiato posto, Sintex mantiene lo stesso spirito e lo stesso cuore. Non ha importanza dove si trovi, la storia è negli occhi e nel sorriso di Edoardo. Ma questo, sicuramente, lo sapevate già.

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