A vela da Trieste ad Hong Kong: si riprende il 24 settembre

Il viaggio di Fabrizio e Matthew si interrompe dopo tre mesi a causa della stagione dei monsoni. L'avventura riprenderà il suo seguito il 24 settembre da Cochin, India.

Pausa per i due avventurieri partiti da Trieste il 3 marzo alla volta della Cina in barca a vela. Il viaggio riprenderà il 24 settembre dall'India. Per fare il punto della situazione, abbiamo intervistato Fabrizio Pizzioli che ci ha raccontato questi mesi in compagnia dell'inseparabile amico Matthew Hampton Wakeling.

1. Come mai avete deciso di sospendere momentaneamente il viaggio?

Abbiamo deciso di prendere una pausa di tre mesi durante la stagione dei monsoni per poterci godere finalmente il paradiso terrestre del sud est asiatico, dopo aver veleggiato nei mari e nei paesi meno ospitali del pianeta. Ritorneremo quindi a Cochin in India il 24 settembre con la stagione monsonica in calo per attraversare la baia del Bengala fino alla Thailandia e lo stretto di Malacca, Malaesia e Singapore, dove contiamo di passare un paio di mesi (al sole).

2. Com’è andata fino ad ora?

I primi tre mesi di viaggio sono stati straordinari, anche perché ogni passo è stato una nuova sfida con caratteristiche diverse. Siamo passati dal freddo pungente alla partenza, al caldo umido insopportabile dell'India; dall'Adriatico, all'Oceano Indiano. Abbiamo attraversato paesi dove lo sport della vela è assolutamente assente, così come tutte le strutture.

Proprio per questo abbiamo dovuto affrontare svariate difficoltà come riparare autonomamente vari sistemi tra cui radar, VHf, AIS, pompa dell'acqua in paesi dove l'assistenza e pezzi di ricambio non erano disponibili. Abbiamo dovuto superare la paura e l'incertezza di una rotta controcorrente meteorologicamente sfavorevole, spesso controvento e senza il favore del trade wind (venti stagionali) di cui i Globetrotters si avvantaggiano per gli attraversamenti oceanici. Abbiamo superato queste prime prove soprattutto grazie alla complicità e all'armonia che lega me e il mio compagno di viaggio Matt.

3. Qual è il vostro ricordo più intenso?

L'esperienza più intensa è il contatto quotidiano con una natura di dimensioni titaniche che ti fa sentire piccolo, ti terrorizza ma ti regala anche grandi emozioni. In particolare ricordo una notte alla fine di Aprile in cui abbiamo veleggiato nel mare arabo nel buio più assoluto, senza alcun inquinamento luminoso, senza luna. Attorno a noi solo le stelle, un letto di plancton e meduse fosforescenti, pesci volanti e delfini. Sembrava di essere in un film della Walt Disney. In questi momenti ti senti piccolo, irrilevante, ospite di un mondo dove l'uomo è uno dei tanti e, sicuramente, non il migliore passeggero. Un altro momento memorabile è stato varcare le soglie della nostra civiltà arrivando come diavoli nella notte fra pescherecci, boe luminose e navi. Abbiamo ormeggiato sotto una moschea all'ingresso del canale di Suez per poi brindare con un gin al superamento dei propri limiti.

Tirando le somme il viaggio è andato meglio di quanto ci aspettassimo, sebbene sia difficile avere della aspettative per un progetto che supera l'immaginazione. Nella realtà siamo stati più lenti di quanto pianificato per la burocrazia ed alcuni imprevisti tecnici che ci hanno costretto a terra per quasi due settimane fra Heraklion, Suez e Djibouti.

4. Com'è stato tornare a Trieste?

Tornare a Trieste è stato il ritorno al lusso: sonno indisturbato, acqua calda a volontà, internet e comunicazione e l'affetto di chi ti è vicino. La domanda è se tutto questo valga la libertà dell'avventura a cavallo delle onde verso l'ignoto. Mi sono dato una mia personale risposta. Grazie a tutti, ci rivediamo a settembre.

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