Accampamenti abusivi al Silos e Sant'Anastasio, Roberti: «Sanzioni alle proprietà»

Il vicesindaco sottolinea che i proprietari delle strutture sono tenute, secondo il Nuovo regolamento di Polizia urbana a porre in atto le misure necessarie ad impedire ogni forma di invasione od occupazione da parte di terzi

Il Nuovo regolamento di Polizia Urbana, all'articolo 14 comma 2, impone a «i proprietari o i possessori a qualsiasi titolo di edifici disabitati, in stato di abbandono o comunque inutilizzati, devono porre in atto le misure necessarie ad impedire ogni forma di invasione od occupazione da parte di terzi, provvedendo ad assicurare l’integrità delle recinzioni, la chiusura dei varchi e dei cancelli, degli accessi all’edificio attraverso porte o finestre, eventualmente tamponando i fori con murature o installando inferriate o altri idonei presidi stabili, nel rispetto della vigente normativa in materia edilizio-paesaggistica»; per questo comma è prevista anche una sanzione da 500 euro, oltre all'obbligo di provvedere quanto prima a quanto imposto dal regolamento.

Il vicesindaco Pierpaolo Roberti lo aveva detto «ora abbiamo uno strumento per combattere lo stato di degrado in cui è piombata la città negli ultimi anni» e così sta facendo. Oltre alle sanzioni ai mendicanti molesti e parcheggiatori abusivi, l'Amministrazione comunale - spiega Roberti - è pronta a sanzionare le proprietà di due strutture che ormai storicamente e ciclicamente diventano rifugio di (s)fortuna di nomadi e profughi: il Silos e l'ex direzione generale delle Poste in via Udine (angolo via Sant'Anastasio). Nei due complessi fatiscenti infatti da qualche tempo sono apparsi nuovamente degli accampamenti per rispettivamente circa 15 e 10 persone (tra cui dei bambini come testimoniano le foto con i giocattoli e pantofole di misure ridotte). 

«Non potremo risolvere la situazione in pochi giorni - spiega il vicesindaco -, ma se si ripeteranno questi assembramenti indecenti provvederemo con nuove sanzioni alle proprietà: non possiamo tollerare queste situazioni di degrado». 

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