Accoglienza Richiedenti Asilo a Trieste: al Momento Impegnato oltre un Milione di Euro Pubblici

La dottoressa Anna Corva, Area Sociale del Comune: «Il comune non spende un euro, si tratta di una convenzione con la Prefettura» 8.5.2014 | 12.05 - La gestione dei cittadini stranieri che richiedono asilo politico è un tema scottante in questo...

La dottoressa Anna Corva, Area Sociale del Comune: «Il comune non spende un euro, si tratta di una convenzione con la Prefettura»

8.5.2014 | 12.05 - La gestione dei cittadini stranieri che richiedono asilo politico è un tema scottante in questo periodo: nelle aule del Parlamento c'è chi grida allo scandalo e chi invece è garantista.

Negli scorsi giorni, a Trieste, è stato accertato dall'Area servizi e politiche sociali del Comune un incremento di 366.000 euro per la gestione dell'accoglienza dei richiedenti asilo. Ma il dato ancor più preoccupante è quello relativo alla crescita esponenziale di questo "fondo".

Infatti, il 31 dicembre del 2013 era stata approvata la cifra di 70.000 euro che la Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo avrebbe girato al Comune di Trieste (e conseguentemente all'Ics, Consorzio italiano di Solidarietà, - Ufficio rifugiati di Trieste Onlus e con la Fondazione diocesana Caritas Trieste Onlus), cifra che sarebbe dovuta bastare fino al 31 dicembre 2014.

Una cifra che in quel momento poteva sembrare sufficiente, salvo poi rendersi conto che l'aumento considerevole delle richieste di asilo avrebbe costretto ad aggiornare la convenzione: meno 3 mesi più tardi, il 5 marzo 2014, si è proceduto con l'accertamento dell'incremento di ulteriori 500.000 euro.

Dopo circa 20 giorni, la cifra è stata ulteriormente ritoccata: il 31 marzo 2014 sono stati impegnati altri 165.00 euro per il periodo dall'1 al 30 aprile 2014.

Infine, il 6 maggio scorso, ancora un incremento pari a 366.000 euro. Un totale da oltre un milione di euro, più di 10 volte superiore alla previsione iniziale era stata quella di 70.000 euro. «Un incremento direttamente proporzionale alle maggiori richieste di asilo politico - ci spiega la dottoressa Anna Corva, dell'Area sociale del Comune di Trieste -. Non un euro esce dalla casse cittadine, infatti si tratta di una Convezione con la Prefettura che non riesce più a far fronte da sola alle continue domande».

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«Attualmente - ci spiega Anna Corva - ospitiamo nelle strutture comunitarie (non negli appartamenti) 223 maschi maggiorenni (per i minori le procedure sono differenti e raramente, vista la durezza dei viaggi della speranza, giungono delle donne). Questi sono in attesa che una commissione giudichi se concedergli o meno l'asilo politico. Non c'è un periodo medio di permanenza in città: si va dalle settimane a un paio di mesi. Il nostro compito è quello di fornirgli vitto e alloggio (vecchie scuole, campeggi, strutture comunitarie), un pocket money da 2,5 euro al giorno, una tessera sanitaria provvisoria, una tessera del bus al mese, una tessera telefonica da circa 15 euro al mese, corsi di italiano per prepararli al passo successivo dell'accoglienza vera e propria».

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