Crisi Ics, la Prefettura valuta il possibile incarico diretto

Questo pomeriggio era in programma il secondo tavolo tra sindacati e l'organo di governo, questa volta alla presenza anche della Regione con l'assessore al Lavoro, Alessia Rosolen. "Auspichiamo che tutto quello che è previsto a livello nazionale alla gestione del sistema di immigrazione, prosegua secondo i dettami del decreto nazionale". Schiavone: "Incontro molto positivo"

I dipendenti Ics al presidio di piazza Unità

"La Regione ha cercato di riportare nell'alveo dei temi legati al lavoro la discussione con i sindacati e con l'Ics chiedendo una sospensione della procedura di licenziamento collettivo fino a quando la Prefettura non avrà esperito tutto l'iter anche di contrattazione diretta con l'Ics che è previsto parta la prossima settimana". Le parole sono dell'assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, a margine del tavolo tenutosi questo pomeriggio negli uffici del palazzo di Governo di piazza Unità a Trieste, dove sono state ascoltate le sigle sindacali in rappresentanza dei lavoratori dell'Ics e Gianfranco Schiavone, presidente dell'Istituto Consorzio di Solidarietà. 

La riunione "fiume" è durata circa tre ore durante le quali, prima di inviduare possibili soluzioni future, è stato discusso soprattutto lo stato di crisi del mondo dell'accoglienza diffusa rappresentato anche dall'Ics e che già la scorsa settimana era approdato sul tavolo del prefetto Valerio Valenti, con una prima riunione interlocutoria tra sigle sindacali e prefettura. Sotto al palazzo di Governo una cinquantina di dipendenti Ics hanno dato vita ad un presidio di protesta. 

La scadenza del bando e il probabile affidamento diretto

Il bando per l'affidamento dei servizi di accoglienza scade venerdì 9 agosto e l'assessore Rosolen, in merito ad un possibile affidamento diretto dell'incarico da parte della Prefettura all'Ics, ha affermato che "nel caso in cui il bando andasse deserto, la procedura prevede la contrattazione diretta con l'attuale gestore". L'assessore al Lavoro ha continuato affermando che "la Regione auspica che tutto quello che è previsto a livello nazionale rispetto all'accoglienza e alla gestione del sistema di immigrazione, prosegua secondo i dettami del decreto nazionale". 

L'argomento è evidentemente oggetto di una disputa politica tra le parti, prima che occupazionale e di gestione delle migrazioni. "La parte politica mi sono rifiutata di trattarla - ha concluso la Rosolen - perché non è compito mio, ci sono atti normativi di decreti e regolamenti che vengono gestiti a livello nazionale e sui quali si sta muovendo la prefettura e non l'amministrazione regionale. L'Ics ha dimostrato di voler proseguire nella contrattazione con la prefettura e mi auguro ci sia il mantenimento dei rapporti col sindacato che garantiscano il minor numero di esuberi possibile". 

Le parole di Gianfranco Schiavone

"L'esito di questo tavolo è molto positivo - così Gianfranco Schiavone - posso dirmi soddisfatto della serietà dimostrata dai sindacati e dalla prefettura perché si è discusso di come stanno le cose, vale a dire che questa crisi occupazionale è stata prodotta da scelte politiche avventate e che bisogna tutelare un patrimonio quale l'esperienza prodotta in questa città in questi anni". 

Non sarebbe inverosimile, secondo quanto emerso dalla riunione, la partecipazione di Ics ad una trattativa per l'affidamento diretto dell'accoglienza diffusa a Trieste. "Come abbiamo già detto, per noi è importante salvaguardare la qualità del sistema e non accettiamo eccessive compressioni dei servizi, a tutela dei lavoratori che in parte perderanno comunque il loro posto di lavoro, ma anche curando i diritti dei richiedenti asilo e dei rifugiati e la sicurezza e il benessere dei cittadini italiani". 

Schiavone ha continuato affermando che "la prefettura ha riconfermato, nella evidenza pubblica in scadenza in questi giorni, che il sistema di accoglienza triestino è composto da 1000 posti. Questa è anche una risposta nei confronti delle voci confuse rispetto alle presenze. C'è un bisogno di accoglienza che viene salvaguardato". 

"Il fatto che noi abbiamo voluto fino ad oggi andare avanti su questo sistema, non accettando le condizioni che si volevano imporre a noi e alla città è stata una scelta coraggiosa e giusta, oltre che eticamente corretta. Devo constatare invece, contrariamente a quello affermato dall'assessore Rosolen, che è entrata nel merito politico della questione quando ha dichiarato, con mio grande sconcerto, che la crisi è stata colpa dell'Ics e poi, incalzata dalle domande, che non è detto che una perdita di posti di lavoro sia negativa".

"La Rosolen ha ammesso la scelta politica"

Secondo Schiavone, l'assessore avrebbe aggiunto che "c'era stata una crescita, con la precedente normativa, di posti di lavoro e ha ammesso che la perdita di posti è una scelta politica". "Ciò che è peggio - ha concluso il presidente di Ics - è che ha aggiunto che non è un male perdere posti di lavoro. Era un male averli avuti - così Schiavone - prima con la precedente normativa, dimostrando totale disprezzo per questi lavoratori, come se fossero lavoratori che producono armi".

Concludendo, la logica del tavolo appare abbastanza chiara, anche in ragione della richiesta di sospensione dello stato di agitazione che la Regione ha fatto pervenire ai sindacati durante la riunione e che gli stessi hanno rifiutato di concedere. "Non riteniamo che ci sia nessun motivo per ritirarlo - ha affermato Mario Verzegnassi dell'Unione Sindacale Italiana - ma ci siamo impegnati a non dare origine a nuovi scioperi o altro, in attesa che si definisca il rapporto tra la prefettura e l'Ics in un eventuale affidamento diretto". 

Lo scenario

Lo scenario quindi appare inserito in un contesto possibilista, seppure con l'emersione di alcune rinunce da parte di Ics in termini di posti di lavoro e una mediazione da parte della Prefettura in termini di relazioni politico-occupazionali. Nel caso la trattativa tra l'organo di governo e l'Ics avesse uno sviluppo positivo, allora l'ipotesi più probabile è quella legata alla cautela delle mosse degli attori in campo. La procedura di licenziamento collettivo non dovrebbe partire, anche se, la perdita di qualche posto di lavoro all'interno di Ics a questo punto appare inevitabile. 

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