Rissa in piazza Libertà, in carcere i tre giovani

Dopo essere stati medicati all'ospedale di Cattinara sono finiti al Coroneo. "Beccati" in flagranza, dovranno rispondere di utilizzo di armi improprie o comunque oggetti atti ad offendere e rissa. Salvini: "Lavoriamo seriamente per ripulire la città"

I tre giovani iracheni che ieri 3 luglio sono stati protagonisti di un fatto di sangue che per poco non ha assunto i caratteri di una tragedia sono finiti in carcere. Prima di essere stati tradotti alla casa circondariale di via Coroneo a Trieste, i tre (F. H. N. F. del 1992, S. H. del 1996 e O.I. di 29 anni, erano stati trasportati all'ospedale di Cattinara per le gravi ferite riportate nella violenta collutazione scoppiata intorno poco dopo le 17 in piazza Libertà. 

Flagranza di reato: le accuse

La prognosi per i tre cittadini di origine irachena è, rispettivamente, di 12, 15 e 20 giorni. Come si legge nella nota della Polizia Locale che è intervenuta sul posto con diverse macchine, assieme alla Polizia di Stato e i Carabinieri, "tutti e tre gli uomini sono stati arrestati in flagranza". L'accusa è quella relativa all'utilizzo di armi improprie o comunque oggetti atti ad offendere e rissa. Durante la collutazione infatti è saltato fuori un coltello. I giovani coinvolti, al momento della rissa, sembra fossero sotto l'effetto dell'alcool. 

La cronaca dei fatti: cos'è successo davanti alla stazione

Le reazioni: Salvini e Polidori

Naturalmente l'accoltellamento ha provocato numerose reazioni politiche. Il vicesindaco Paolo Polidori è intervenuto attraverso una diretta facebook, mentre anche il ministro degli Interni, Matteo Salvini (atteso domani in Prefettura per la firma di un importante accordo sul porto e dei protocolli sui "Rimpatri" e "Legalità") ha pubblicato un post su Facebook affermando che "lavoriamo seriamente per ripulire la città, visto quello che è successo in piazza Libertà con la rissa tra immigrati". 

I tre migranti dall'ospedale quindi sono stati portati presso la caserma San Sebastiano di via Revoltella e, successivamente, sono finiti in carcere a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. 

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