L'Ungheria attacca l'Europa: "Sta dalla parte di chi favorisce l'immigrazione"

Le dure parole di accusa arrivano direttamente da Péter Szijjártó che questa mattina ha firmato l'accordo che vedrà l'Ungheria ottenere una concessione nello scalo giuliano per i prossimi 60 anni. "Delusione per gli attacchi europei a Salvini, solo perché difende le frontiere" 

"Bruxelles dovrebbe difendere le frontiere e non dovrebbe invece riempire l'Italia di immigrati clandestini". L'affermazione arriva dritta dritta dal ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó, che questa mattina ha firmato l'accordo con il governo italiano per l'investimento di circa 31 milioni di euro che Budapest ha deciso di intraprendere nello scalo giuliano. Durante l'incontro di presentazione dell'accordo - la firma è avvenuta a porte chiuse - il ministro magiaro ha approfittato per ribadire la vicinanza del governo di Budapest all'esecutivo a trazione leghista. 

L'asse Roma-Budapest

"Noi ungheresi vediamo nell'Italia un paese amico e un alleato importante. Il vostro paese infatti è il quinto investitore in Ungheria, con circa 700 aziende italiane che danno lavoro a 15 mila lavoratori. La mentalità dei due paesi è basata sull'avere due nazioni forti, paesi membri dell'Unione Europea e attaccati all'identità nazionale, alle eredità religiose e culturali figlie del nostro passato". 

"Bruxelles sta dalla parte di chi favorisce l'immigrazione"

Il ministro degli esteri magiaro ha continuato esprimendo perplessità sulla politica europea in materia d'immigrazione. "Sono scioccato dal fatto che i burocrati di Bruxelles stiano dalla parte dei favoreggiatori dell'immigrazione e, in generale, dalla parte di chi viola la sovranità nazionale". Parole forti quelle del politico ungherese e fedelissimo di Orban che ha anche affermato come lo choc e la delusione siano riferite anche "agli attacchi europei a Salvini, solo perché difende le frontiere". 

L'accordo sul porto è solo una parte di accordi più grandi

L'Ungheria ha speso circa un miliardo di euro per costruire il filo spinato che "sbarra" la strada ai migranti che provengono dalla rotta balcanica e la linea politica del governo italiano - anche se il ministro Salvini ha scartato, per il momento, l'idea riguardante muri o barriere - va nella direzione di un rafforzamento dei presidi confinari. La firma dell'accordo sul porto, infine, è solamente una tessera del mosaico che vede Roma e Budapest sempre più vicine, nel nome delle politiche cosiddette "sovraniste". 

  

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