Addio alle trasmissioni satellitari di Tv Capodistria: "La fine di un'epoca"

Ad annunciarlo la stessa emittente in una nota. I 260.000 euro necessari per sostenere il costo dell'affitto non sono stati trovati.

Addio alla storica emittente istriana che, a causa dell'esaurirsi dei finanziamenti, da oggi, 9 novembre, nonostante i vari appelli alle istituzioni slovene, non sarà più raggiungibile dal suo pubblico.

La fine di un'epoca

Ad annunciarlo la stessa emittente in una nota che ha definito l'avvenimento "la fine di un’epoca che ha permesso ai programmi italiani di TV Capodistria di entrare nelle case di tutti i connazionali, sia nel cosiddetto territorio d’insediamento storico che oltre".
C'era bisogno di 260.000 per il costo dell'affitto e, putroppo, non sono stati trovati. Una cifra che "per due Stati come Italia e Slovenia o tre, se vogliamo includere la Croazia , sono una bazzecola" e che "portano RTV Capodistria via dal satellite oscurando un canale che è d’importanza non solo per la minoranza ma tutto un territorio che si vanta di essere specifico e particolare".
"Come noto - si legge nella nota -, è ormai da tempo che Roma ha fatto capire di non poter e non voler più sostenere il progetto, posizione legittima ma mai motivata. Non lo vuole fare più nemmeno Lubiana che ha cofinanziato l’iniziativa negli ultimi anni". Fallimentari anche le souzioni alternative, perchè "o troppo care o complicate, per non dire impossibili dal punto di vista tecnico".

"Ora, in tanti dicono che la piattaforma multimediale e l’applicazione Capo4distria, anche questa finanziata dall’Italia, è stata predisposta da tempo come alternativa al satellite e permette di seguire i programmi capodistriani gratuitamente in tutto il mondo - continua la nota -. Ma sono in tanti a pensare che invece non sia così perché non tutti sono avvezzi all’uso di tablet, PC e telefoni intelligenti, e specialmente la popolazione CNI composta per una grande parte da anziani. Condizione condivisa pure da quanti in questi giorni, e sono stati numerosi, hanno espresso solidarietà e sostegno a RTV Capodistria come pure dai vertici CNI che nei prossimi giorni saranno a Roma per richiedere all’Italia di farsi garante della tutela della sua unica minoranza autoctona.

"E' con il cuore e non con i soldi che si abbattono i muri"

Infine si legge la passione con cui sono stati curati i programmi proposti, l'amore sempre presente dietro ad ogni produzione: "Forse come ha sentenziato qualcuno ultimamente, non produciamo programmi interessanti per il grande pubblico ma sono, nonostante le ridotte capacità e le limitazioni imposte, trasmissioni fatte con il cuore perché sappiamo che è con il cuore e non con i soldi che si abbattono i muri".

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Giornata fatidica dunque - questo 9 novembre - per le sorti della nostra emittente. L’interruzione delle trasmissioni satellitari, un servizio avviato nel 2006, con il sostegno dell’Unione Italiana e grazie a fondi erogati alla CNI dal Governo italiano e dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, rappresenta la fine di un’epoca che ha permesso ai programmi italiani di TV Capodistria di entrare nelle case di tutti i connazionali, sia nel cosiddetto territorio d’insediamento storico che oltre. Come noto, è ormai da tempo che Roma ha fatto capire di non poter e non voler più sostenere il progetto, posizione legittima ma mai motivata. Non lo vuole fare più nemmeno Lubiana che ha cofinanziato l’iniziativa negli ultimi anni.
Frenetica - e arrivata forse troppo tardi - è stata in questi giorni la ricerca di eventuali soluzioni alternative. Quelle individuate sono o troppo care o complicate, per non dire impossibili dal punto di vista tecnico. Ora, in tanti dicono che la piattaforma multimediale e l’applicazione Capo4distria, anche questa finanziata dall’Italia, è stata predisposta da tempo come alternativa al satellite e permette di seguire i programmi capodistriani gratuitamente in tutto il mondo. Ma sono in tanti a pensare che invece non sia così perché non tutti sono avvezzi all’uso di tablet, PC e telefoni intelligenti, e specialmente la popolazione CNI composta per una grande parte da anziani. Condizione condivisa pure da quanti in questi giorni, e sono stati numerosi, hanno espresso solidarietà e sostegno a RTV Capodistria come pure dai vertici CNI che nei prossimi giorni saranno a Roma per richiedere all’Italia di farsi garante della tutela della sua unica minoranza autoctona.
Intanto 260.000 euro che per due Stati come Italia e Slovenia o tre, se vogliamo includere la Croazia, sono una bazzecola, portano RTV Capodistria via dal satellite oscurando un canale che è d’importanza non solo per la minoranza ma tutto un territorio che si vanta di essere specifico e particolare. Forse come ha sentenziato qualcuno ultimamente, non produciamo programmi interessanti per il grande pubblico ma sono, nonostante le ridotte capacità e le limitazioni imposte, trasmissioni fatte con il cuore perché sappiamo che è con il cuore e non con i soldi che si abbattono i muri.

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