Aeroporto, sul piatto l'offerta dei privati

Il fondo F2i ha presentato l'intenzione di acquisire il 55 per cento delle quote del terminal di Ronchi. Fedriga: "Tangibile punto di partenza su cui costruire il rilancio del territorio in termini di traffico aereo". Tra gli sponsor del fondo anche società cinesi e coreane

Sembrerebbe esserci una schiarita sul fronte dell'aeroporto di Ronchi. F2i, un fondo infrastrutturale che gestice azioni in numerosi scali italiani tra cui Malpensa e Linate (SEA) e l'aeroporto di Bologna, ha presentato infatti un'offerta per l'acquisizione del 55 per cento delle quote di Aeroporto FVG. Questo l'esito della prima fase della gara europea che dovrà valutare anche l'offerta tecnica ed economica. Tutto l'iter dovrebbe concludersi entro la fine del mese di gennaio, mentre il "closing", la chiusura della trattativa vera e propria dovrebbe avvenire a marzo. 

Le parole di Fedriga

"L'offerta di F2i - commenta il governatore del Friuli Venezia Giulia - rappresenta non solo un mero dato tecnico, ma un tangibile punto di partenza su cui costruire il rilancio del territorio in termini di traffico aereo e, di conseguenza, di sviluppo economico. Qualora la cessione delle quote di Aeroporto FVG si concretizzasse, la Regione conterebbe su un partner di primissimo piano nella definizione di obiettivi sempre più ambiziosi per la nostra comunità".

Il fondo che ha presentato l'offerta

F2i rappresenta tre fondi di investimenti infrastrutturali che includono partecipazioni di sponsor ben definiti e colossi finanziari non di poco conto. Si va dalla Cassa Depositi e Prestiti a Unicredit, da Intesa San Paolo fino al National Pension Service che, ad oggi, rappresenta uno dei quattro fondi pensionistici più grandi al mondo con un valore di asset pari a 446 trilioni di won coreani, una cifra inimmaginabile anche ai più competenti e, in ultimo, anche la China Investment Corporation, società nata nel 2007 per aiutare il governo cinese a investire all'estero. Il suo capitale sociale al momento è di 200 miliardi di dollari ed è una società interamente pubblica. La sua governance prevede anche il controllo di China Investment Corporation International e di China Investment Corporation Capital, due società che si occupano principalmente di investire all'estero. 

Il consiglio di amministrazione: il Presidente 

Il board della F2i vede nel ruolo di Presidente Massimiliano Cesare e nel ruolo di Amministratore Delegato Renato Ravanelli. Il primo, come si legge nella sua biografia ufficiale sul sito della F2i è "avvocato dal 1997, in qualità di custode di società e beni patrimoniali per conto del Tribunale di Napoli e della Procura della Repubblica, ha amministrato, portandoli fino alla confisca, patrimoni immobiliari e societari sequestrati ai clan. Per l'esecuzione di tali misure ha collaborato con il GICO (Gruppo d’Investigazione sulla Criminalità Organizzata) di Napoli, maturando una notevole esperienza nella gestione ed amministrazione di patrimoni societari ed immobiliari sottoposti a sequestro (ex art. 321 c.p.p.) e/o misure di prevenzione". 

Il CEO

Ravanelli invece, oltre ad avere maturato una credibilità importante nel campo degli investimenti a livello internazionale, è anche membro indipendente della Commissione Investimenti della Inframed, fondo infrastrutturale che opera in Turchia nel porto di Iskenderun (la famosa Alessandretta di Indiana Jones), nella Egypitian Refining Company (raffineria petrolifera egiziana), nella Jordan Wind Company (energia eolica in Giordania) e in Broadband for Africa, un sistema satellitare per lo sviluppo di servizi internet e di trasmissione dati in diverse aree del continente africano. 

Il closing della trattativa dovrebbe avvenire a marzo. 

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