Disabilità, "Aggiornare la legge 41", incontro "per un pieno diritto all'autonomia"

Grim: «La legge regionale che norma i servizi per le persone con disabilità, pur essendo una buona legge, sconta il peso dei suoi anni. È del 1996 e un aggiornamento ora è indispensabile»

Si è svolto oggi l’incontro organizzato da Antonella Grim, con la deputata Elena Carnevali e Maurizio Pessato

Aggiornare la legge regionale 41/96 per recepire le nuove esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie. È il tema di cui si è discusso questo pomeriggio nell’incontro organizzato dalla candidata PD al Consiglio Regionale, Antonella Grim, e a cui hanno preso parte Maurizio Pessato, presidente del CEST-Centro Educazione Speciale Trieste, ed Elena Carnevali, deputata PD, relatrice della legge Dopo di noi.

«Non sono qui per dare ricette. Sono qui per dare la mia disponibilità. Questo incontro lo considero un momento di confronto, una prima occasione per accogliere i punti di vista di chi questa realtà la vive davvero tutti i giorni – spiega Antonella Grim -. La legge regionale che norma i servizi per le persone con disabilità, pur essendo una buona legge, sconta il peso dei suoi anni. È del 1996 e un aggiornamento ora è indispensabile».

La necessità di attualizzare la legge nasce della constatazione dell’esistenza di problematiche irrisolte o di nuove esigenze che le persone con disabilità e le loro famiglie si trovano ad affrontare. «Pensando a come la legge 41 potrebbe essere migliorata e ampliata individuo cinque ordini di temi – nota Maurizio Pessato -. C’è bisogno di progetti personalizzati per far fronte all’invecchiamento delle persone con disabilità. Nuovi strumenti o progetti-ponte per accompagnare i giovani dal ciclo scolastico a nuovi percorsi d’autonomia. Bisognerebbe articolare meglio le soluzioni di residenzialità esistenti e legarle a progetti personalizzati. E ancora, lavorare sulla mobilità, per rendere davvero fruibile la città per le persone con disabilità. E, infine, armonizzare la legge 41 con la Dopo di noi, affinché quest’ultima possa avere piena attuazione».

Proprio la cosiddetta “Dopo di noi” è stato il punto di partenza dell’intervento della deputata Elena Carnevali: «Difendo con le unghie e con i denti il principio che sta alla base di questa legge, quella rivoluzione copernicana che dobbiamo mettere in atto se vogliamo un futuro partecipativo per i nostri figli. Dietro alla parola “inclusione sociale” c’è un lavoro enorme, difficile, sia per gli amministratori pubblici, che per la comunità. È un grande lavoro per tutti, che non può essere calato dall’alto. Prendo l’esempio delle soluzioni residenziali: è sbagliato pensare che trovando una nuova soluzione di convivenza si ha “risolto il problema”. Bisogna preparare il territorio, magari con una rete di quartiere, chiamando il mondo associativo, dei commercianti per coinvolgerli nel progetto. E lo dico sulla base di un’esperienza positiva realizzata a Bergamo dove un gruppo di ragazzi con sindrome dello spettro autistico è diventato parte della vita di quartiere, svolgendo attività di pubblica utilità, come per esempio far la spesa per gli anziani».

«Sono consapevole che solo una progettazione che chiama a raccolta la realtà territoriale, lo sforzo congiunto di persone, famiglie, associazioni e amministrazioni possa essere efficace – conclude Grim -. Richiede anni di fatiche e di investimento. Ho voluto fortemente questo incontro perché credo sia importante che ci siano delle persone che si facciano carico di questo compito. Ed io vorrei farlo, affinché, il diritto a una vita autonoma possa essere davvero un diritto di tutti».

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