Massacrarono un 40enne a Jesolo, gli aggressori sono triestini

L'episodio risale alla notte tra il 4 e il 5 agosto: un uomo di Belluno ne uscì con fratture agli zigomi e alle ossa dell'orbita oculare. Dopo le lunghe e complesse indagini è scattata la perquisizione e la pesante accusa per i due giovani di 26 anni

Il luogo dell'aggressione

A seguito di quell'aggressione aveva riportato diverse fratture agli zigomi, al naso e alle ossa dell'orbita oculare. L'episodio risale alla notte tra il 4 ed il 5 agosto scorso, la vittima un uomo di circa 40 anni di Belluno che si trovava nella galleria Maxim di piazza Mazzini a Jesolo: dopo essere stato provocato da un ragazzo, ne era nata una colluttazione con una lotta a terra. Uno degli amici dell'aggressore aveva poi finito l'opera, sferrando una serie di calci violenti diretti al volto dell'uomo. I due si erano quindi allontanati con il proprio gruppo di amici, lasciandolo a terra. Dopo le indagini del caso, gli agenti della polizia locale sono riusciti ad assicurare alla giustizia i due responsabili, S.C. e G.F., entrambi 26enni e residenti a Trieste.

Le indagini

Gli agenti, giunti sul posto dell'aggressione, avevano identificato uno degli amici degli aggressori, attardatosi rispetto al gruppo. Poi avevano acquisito le immagini di videosorveglianza di zona, nelle quali era ripresa la brutale aggressione. Nel corso delle attività investigative, scandagliando i social network, la Municipale è riuscita ad individuare tutti gli amici, che si erano recati a Jesolo per un addio al celibato. A quel punto, l'autorità giudiziaria ha dato il via libera per l'acquisizione dei tabulati telefonici, che hanno dato la conferma della presenza nella località della riviera adriatica di tutte le persone individuate.

Lesioni gravissime

In base alle acquisizioni investigative, è quindi scattata la perquisizione domiciliare che ha portato al sequestro degli indumenti indossati dai due giovani triestini, nonché i propri telefoni cellulari. I due aggressori, uno dei quali si trovava a Bari per ragioni professionali, risultano indagati per lesioni gravissime in concorso. "Siamo soddisfatti per il risultato raggiunto - commenta la Polizia Locale - È un risultato che ha portato alla identificazione di due soggetti violenti, che ora dovranno rendere conto alla giustizia per quanto hanno fatto patire ad una persona che nell'occasione si è trovata nel luogo sbagliato al momento sbagliato. Le indagini sono state particolarmente lunghe e complesse, ma una ulteriore soddisfazione è quella di poter rendere giustizia alla vittima".


 

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