"In campo di concentramento pezzi di merda", Bini denuncia commento shock

Il celebre dj che in questi giorni è salito alla ribalta per il "caso" Tuiach ha pubblicato l'immagine della città di Trieste con la dicitura "non si lega". Sotto il suo post è apparso il commento shock. "Denuncia alla Polizia Postale"

"Vi chiudiamo in un campo di concentramento pezzi di merda". Il commento shock è apparso all'interno del profilo del celebre dj triestino Alex Bini che questa mattina si è recato alla Polizia Postale di piazza Vittorio Veneto a Trieste per denunciarne il contenuto e il presunto autore. La frase - se così si può chiamare - è stata scritta in occasione della pubblicazione da parte di Bini dell'immagine di piazza Unità con la dicitura "Trieste non si lega", chiaro riferimento agli ultimi episodi di cronaca durante i quali la comunità Lgbt ha chiesto le dimissioni di Fabio Tuiach e l'ammissione di responsabilità da parte della Lega nell'averlo inserito nelle proprie liste per le amministrative di quattro anni fa. 

Tuiach e Bini sul "Ring" di Telequattro, guarda lo "scontro"

L'incontro con Dipiazza

Alex Bini, che ieri sera in Consiglio comunale ha chiesto di intervenire - il regolamento impedisce al pubblico di farlo -, si era recato dal sindaco Roberto Dipiazza (le cui scuse verso a comunità Lgbt a nome della città di Trieste erano già arrivate), per chiedere nuovamente le dimissioni del consigliere ex Lega e Forza Nuova, senza però ottenere ciò che sperava. "Non posso fare nulla" ha risposto il primo cittadino al celebre dj. "Allora vuol dire che chiederò un incontro con il prefetto Valerio Valenti" ha dichiarato Bini. 

Pronti a tutto: le richieste di Alex Bini

"Dimissioni o blocchiamo le petroliere"

Proprio questa mattina alle 11 Bini si è presentato sotto il palazzo di Governo di piazza Unità. "Spedirò oggi stesso la richiesta così da poter incontrare il Prefetto e spiegargli le mie ragioni". Bini infine, nel pomeriggio di ieri aveva annunciato di voler portare avanti la sua "battaglia" anche "assieme ad altri 100 diportisti, per bloccare l'entrata delle petroliere tra le due dighe". Questo nel caso le sue richieste non venissero ascoltate o accolte. 

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