Amianto: 700 mila euro alla famiglia dell'ex dipendente dall'Autorità portuale

La sentenza del maxi risarcimento arriva poco più di un mese dopo quella analoga per la morte di un altro operaio per un mesotelioma causato dall'amianto

Nuovo maxi risarcimento per amianto a carico dell'Autorità portuale, che dovrà pagare 700 mila euro agli eredi di Luigi Simoni, ex dipendente deceduto quattro anni fa a causa di un mesotelioma.
Solo a fine ottobre era giunta un' analoga sentenza sulla morte per amianto di Gino Grube, deceduto anch'esso per lo stesso male.
Un processo lampo iniziato lo scorso febbraio quello per Simoni, morto nel 2013 all'età di sessantaquattroanni, dopo aver lavorato in porto dal 1973 al 1997, esposto alle fibre di amianto.

Luigi si era occupato delle operazioni di carico-scarico dei sacchi di amianto accatastati nelle navi e nei magazzini per ben sette anni, per poi passare riparazione dei mezzi pesanti: in entrambi i ruoli l'uomo non indossava alcun dispositivo di protezione ed inalava la mortale polvere di amianto.
Le fibre si diffondevano nell'aria durante le varie mansioni che Simoni e come lui tanti altri lavoratori svolgevano quotidianamente:  dalla pulizia dei banconi e dei pavimenti, alla rimozione delle polvere dagli abiti con l'aria compressa.
Tutti i fatti sono stati confermati e sono emersi in aula dalle dichiarazioni dei testimoni.






 

 

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