Parco della Pace, ANPI: "Il Comune non ci ha chiamato, e molto resta da fare"

Donato alla comunità slovena il parco vicino al poligono di tiro a Opicina, ma arriva una nota dall'associazione dei partigiani: "Non siamo stati invitati alla conferenza stampa. Ricordiamo contributo di Cosolini. E'un luogo di memoria non solo della comunità slovena ma di tutti i partigiani"

Consegnato ieri ai rappresentanti della comunità slovena durante una conferenza stampa in Municipio il "Parco della Pace", vicino al poligono di tiro a Opicina, un'area precedentemente di proprietà del Demanio e ora passata al Comune. Il parco passa, appunto, nelle mani della comunità slovena ma sarà gestito dall'A.N.P.I., di cui però non era presente nessun rapprentante in conferenza stampa. "Noi abbiamo donato il Parco alla Comunità Slovena, di cui abbiamo invitato i rappresentanti. Spetterà a loro darlo in gestione all'ANPI o a chi vorranno", aveva dichiarato a margine della conferenza stampa il sindaco Dipiazza.

"Nessun invito"

All'indomani della conferenza giunge una nota dell'ANPI, che nella persona del presidente del comitato provinciale Fabio Vallon dichiara: "Abbiamo letto sulla stampa e sul web della conferenza stampa di ieri del sindaco Dipiazza. Siamo ovviamente compiaciuti dell’importante passo avanti nella annosa e lunghissima vicenda, della quale, come ANPI VZPI, siamo naturale parte interessata, e ci dispiace di non essere stati invitati, certamente per qualche intoppo organizzativo, alla conferenza stampa, alla quale avremmo partecipato volentieri".

"Il contributo di Cosolini"

La nota arriva anche allo scopo di "ricordare l’impegno anche dell’amministrazione Cosolini che ha permesso di reperire i 180 mila euro ricordati dal sindaco per i primi interventi strutturali ed edilizi. La storia però, non finisce. È un passo in avanti importantissimo quello annunciato dal sindaco, ma non è, purtroppo, quello conclusivo. Mancano ancora diversi interventi per completare il Parco della pace così come proposto dall’ANPI VZPI per tramite del progetto dell’architetto Križnič, a cominciare dagli allacciamenti idrici, fognari, elettrici, per non parlare della sistemazione vera e propria dell’area interna".

"Non solo sloveni"

"Inoltre - continua Vallon - è utile ricordare che da parte nostra abbiamo sempre considerato il costituendo Parco della Pace come un luogo di ricordo e di memoria non solo della comunità slovena, ma di tutti i partigiani e di tutti gli antifascisti. I fucilati del secondo processo di Trieste erano sloveni (cittadini italiani di lingua e cultura slovena) ed antifascisti, i 71 ostaggi fucilati nel 1944 erano sloveni, croati, italiani".

"Faremo la nostra parte"

"Sicuramente, se come annunciato, si addiverrà velocemente all’intavolazione dell’atto ed alla successiva cessione alla nostra associazione per la gestione e l’accesso all’area, faremo la nostra parte, auspicando al contempo di essere ricevuti quanto prima dall’amministrazione comunale triestina per discutere assieme e dare il nostro contributo sui prossimi necessari passi - conclude - per realizzare quanto, da noi, dalla comunità slovena e dal sindaco auspicato in conferenza stampa".

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