Casapound: apertura "problematica" per la nuova sede, Clun (CPI): "Un successo"

Due cortei antifascisti, la Polizia intervenuta per sedare tensioni e per un bidone di vernice "sospetto" davanti alla sede. All'inaugurazione non tutte le testate hanno avuto il permesso di fare riprese, ma a noi è stata concessa un'intervista per esplorare da vicino il partito neofascista che punta al Comune e alle Europee

Riflettori puntati sulla nuova sede triestina di Casapound, inaugurata ieri in via San Zaccaria alla presenza del fondatore Gianluca Iannone. Due cortei hanno sfilato ieri per le vie di Trieste (circa 800 persone solo in quello organizzato da Trieste Antifascista-Antirazzista), poi un litigio tra le due fazioni opposte ha reso necessario l'intervento della Polizia e per fortuna le grida non sono degenerate in uno scontro fisico, ma alcune vie sono state chiuse al traffico e presidiate fino alla fine dell'inaugurazione. La tensione si è protratta fino a oggi, domenica 3 febbraio: è notizia di qualche ora fa che un barattolo di vernice vuoto, ma con dentro un topo vivo, è stato lasciato davanti alla sede e anche in questo caso è intervenuta la Polizia, stavolta per scongiurare il rischio di materiale esplosivo.

Un'apertura, problematica a dir poco, che ha fatto discutere anche per alcuni atteggiamenti del partito verso la stampa. Non tutte le testate, infatti, hanno potuto effettuare riprese, e a nessuno è stato permesso di fare foto all'interno. “Per ragioni di sicurezza, - spiega il responsabile provinciale Francesco Clun - visto il clima di questi giorni non abbiamo permesso di fotografare l'interno della sede. Abbiamo vietato le riprese a chi sistematicamente travisa ciò che diciamo e in alcuni casi ci diffama. Alle altre testate non abbiamo negato interviste”. Ne abbiamo approfittato per conoscere più da vicino Casapound, il partito dichiaratamente neofascista che sta per correre alle europee e punta al Comune di Trieste. Un nome che è in grado di smuovere tutta la città e, letteralmente, fermare il traffico, come dimostrano i fatti delle ultime 48 ore e dello scorso 3 novembre.

Ci risponde Clun come responsabile provinciale, oltre che ex consigliere in V circoscrizione (non rieletto “per un pugno di voti”). Il bilancio dell'inaugurazione di ieri, dichiara Clun, è “molto positivo, un successo perchè in quasi 300 sono arrivati per conoscerci e abbiamo registrato 50 nuove iscrizioni. Ci è dispiaciuto per i momenti di tensione, e abbiamo avuto uno scambio d'opinioni con i vertici della Questura per capire come sia stato possibile che una dozzina di violenti siano arrivati fin qui”.

Credete ci sia davvero bisogno di fascismo a Trieste?

“Quando si parla di fascismo si parla di un sacco di cose, di cui ancora godiamo al giorno d'oggi: pensioni, trattamenti previdenziali, la carta del lavoro e il riconoscimento dei sindacati, oltre che le politiche sulla natalità”

Parlate spesso delle conquiste, ma non delle atrocità commesse nel ventennio

“Siamo consapevoli di quegli errori. Provo disgusto per le leggi razziali, le privazioni di diritti e delle libertà personali. Sono errori del passato e dobbiamo partire da quelli per ricordarci che viviamo grazie a una costituzione che Casapound ama e rivendica. Ma la Costituzione non è solo quella cosa che viene impugnata per dire a noi che non possiamo fare politica, quel documento parla di diritto alla casa e di sovranità del popolo italiano e lo si chiama meno in causa quando si decide di delocalizzare all'estero 500 operai".

Che attività porterete avanti nella sede?

“Attiveremo degli sportelli di consulenza sindacale sul diritto del lavoro, uno sportello di consulenza legale gratuita, distribuzione di generi alimentari, controlli della pressione e visite cardiologiche. Servizi gratuiti per ogni cittadino italiano, e nessuno sarà obbligato a iscriversi per riceverli”. 

Quali sono i vostri rapporti con l'amministrazione comunale, vi riconoscete nella maggioranza? 

“Non ci riconosciamo in nessun gruppo consiliare. Alcuni hanno delle grandi potenzialità ma sono sprecate, non c'è attenzione ai singoli rioni. Siamo disponibili a parlare con chiunque, tuttavia a oggi non abbiamo mai avuto un dialogo con nessun gruppo”.

In giugno Trieste ospiterà il Gay Pride. Qual è la vostra posizione a riguardo?

“Non condividiamo questo tipo di carnevalate esibizionistiche, non riteniamo che nel 2019 possano essere utili ad affermare i diritti degli omosessuali. Sosteniamo il loro diritto a unirsi civilmente ma siamo contrari alle adozioni”.

Cosa direbbe a un ragazzo africano se, dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana, volesse iscriversi a Casapound?

"Gli direi che la nostra sede è in via San Zaccaria e potrebbe iscriversi senza problemi".

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