Arma di Cavalleria: cerimonia conclusiva a Trieste

Si è concluso a Trieste, con una cerimonia militare solenne in piazza dell'Unità d'Italia, il 44° raduno nazionale dell'associazione «Arma di Cavalleria». Presenti il generale Giovan Battista Borrini e del presidente Alipio Mugnaioni

Alla presenza del generale di Corpo d'armata, Giovan Battista Borrini, sottocapo di Stato maggiore dell'esercito e ufficiale di cavalleria, e del presidente nazionale dell'Associazione «Arma di cavalleria», Alipio Mugnaioni, si è concluso a Trieste, con una cerimonia militare solenne in piazza dell'Unità d'Italia, il 44.o raduno nazionale dell'associazione. È stata una tre giorni fitta di appuntamenti di particolare suggestione, tra cui uno spettacolare carosello, ieri pomeriggio, all'ippodromo di Montebello.

All'evento, promosso nell'ambito delle celebrazioni per  il Centenario della Grande Guerra, sono intervenuti tra gli altri il prefetto di Trieste Francesca Adelaide Garufi, la presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat, l'assessore Antonella Grim in rappresentanza del Comune di Trieste, il parlamentare Ettore Rosato, autorità civili e militari e, in rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia, l'assessore alle Finanze, Francesco Peroni, che ha portato il saluto della presidente della Regione, Debora
Serracchiani
. Presente anche la signora Anita Garibaldi, pronipote dell'eroe dei due mondi.

«Questo evento - ha evidenziato Peroni nel suo intervento - si colloca tra le iniziative che hanno visto la Regione Friuli Venezia Giulia protagonista nella memoria del primo conflitto mondiale, ad iniziare dal concerto del luglio dello scorso anno diretto dal maestro Muti al Sacrario di Redipuglia, nel ricordo dei caduti di tutte le guerre».

«Anche in questo raduno la Regione trova occasione per dare un tributo di memoria ai tanti caduti e, parallelamente, rendere attuale questo ricordo a beneficio delle nuove generazioni, che hanno avuto la fortuna di non dover conoscere l'esperienza della guerra e quindi possono trarre dal ricordo di quel sacrificio consapevolezza del valore della pace, come affermato nella nostra Carta costituzionale repubblicana».

«Esprimo - ha concluso - il ringraziamento all'Associazione per aver portato a Trieste il proprio 44° Raduno».

La cerimonia, accompagnata dalle note della fanfara della Brigata di cavalleria Pozzuolo del Friuli, si è aperta con lo sfilamento in piazza Unità di un plotone del Reggimento Piemonte di cavalleria, un plotone del Reggimento Lancieri di Novara, un plotone del 32.o Reggimento carri.  Hanno quindi fatto ingresso il medagliere dell'associazione nazionale Arma di Cavalleria, il medagliere dell'associazione nazionale Carristi d'Italia, il Gonfalone della Città di Trieste, decorata di medaglia d'oro al valor militare.

Lo schieramento è stato completato dal un nucleo di carabinieri in Grande uniforme in servizio d'onore alla Tribuna delle autorità. Sono seguiti il solenne alzabandiera, scandito dall'Inno di Mameli, gli onori al sottocapo di Stato maggiore dell'esercito, generale Borrini, e i discorsi ufficiali. 

Il presidente Mugnaioni ha preceduto il suo intervento leggendo un messaggio di saluto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale ha espresso all'Associazione Nazionale Arma di Cavalleria (ANAC), fondata nell'anno 1921 a Milano, e riconosciuta dal Ministero della Difesa, «il convinto apprezzamento per la meritoria opera di coesione sociale», esprimendo «il più caloroso saluto» al «tradizionale appuntamento nel quale i cavalieri di ogni età e grado si incontrano nel comune senso di appartenenza».

«Con la voce di tutti i cavalieri d'Italia saluto Trieste - ha detto Mugnaioni - ringraziando coloro che hanno reso possibile questo meraviglioso incontro e ai radunisti venuti da tutta Italia. Questo raduno vuol essere una testimonianza dei valori imperituri della cavalleria e un omaggio alla città e alla regione che ci ospitano», ha sottolineato.

Concetti ripresi anche dal generale Borrini, che ha ricordato i principi base, immutabili nel tempo, dell'essere cavalieri.

La cerimonia si è chiusa con una sfilata di carrozze d'epoca sul lungomare e un colpo di cannone a salve.

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