Arrestato aggressore, intervista alla vittima: «Ho tirato fuori la pistola...» (FOTO)

La lunga intervista all'uomo che lo scorso 20 settembre ha rischiato di perdere la vista. Ieri il suo aggressore è stato arrestato dopo l'ennesimo episodo di violenza

Nella foto Edoardo Strippoli dopo la prima aggressione

Arrestato ieri sera, venerdì 11 novembre 2016, Umberto Kirchmeyr per il reato di stalking nei confronti di Edoardo Strippoli. Ieri nel pomeriggio dopo l'ennesima aggressione, questa volta per fortuna solo verbale a quanto riferito dallo stesso Strippoli, Kirchmeyer è stato portato in Questura da una pattuglia della Polizia di Stato, poi nella serata l'arresto.Edoardo Strippoli 2-2

Vittima di due aggressioni, Strippoli che nella vita ha una ditta che si occupa del trasporto di pane a Trieste, lo scorso 20 settembre era stato picchiato per la prima volta riportando seri danni a un occhio e rischiando di perdere la vista. A un mese da questo primo gravissimo episodio, Edoardo Strippoli era stato nuovamente aggredito sempre dalla stessa persona. Ieri il terzo episodio terminato con l'arresto di Umberto Kirchmeyr.

L'intervista a Edoardo Strippoli questa mattina dopo i fatti di ieri sera, mentre era a spasso "tranquillamente" con i suoi cani.

Come sono andati i fatti signor Strippoli?:

«Ieri (11 novembre 2016, ndr) verso le 13.00 stavo salendo verso casa con l'autobus numero 6 con mio figlio Alessio, e mi sono accorto, all'atto di scendere, che sullo stesso autobus c'era Umberto Kirchmeyr insieme con una ragazza estranea ai fatti. Come mi sono accorto ho subito cercato di estrarre la pistola da me legalmente detenuta, ma mio figlio mi impediva anche perché eravamo in autobus. Quando lui si è accorto di questo, Kirkmayer, Edoardo Strippoli 1-2è sceso subito ed è corso in direzione via Donatello, per poi imboccare il portone ex Opp e dirigersi presumo verso il Sert, dal quale lui è assistito. Io ho desistito da fare qualsiasi atto di intimidazione o minaccia e sono andato a casa. Tra l'altro il mio appartamento ha il poggiolo rivolto proprio sulla via Donatello e via Sanzio».

Le parole di Edoardo Strippoli sono chiare, sicure, come di una persona che si è tolta un grosso peso e finalmente riesca a raccontare quanto accaduto: «Dopo circa un quarto d'ora mentre stavo raccontando a mia moglie di questi fatti, è sceso lui, (Umberto Kirchmeyr, ndr) dall'ex Opp, prendendo la via Donatello in discesa e fermandosi sotto il poggilo di casa mia iniziando a minacciare e inveire contro di noi, solite cose che purtroppo ormai erano diventate quasi quotidiane.Solo che ieri è accaduto qualcosa nella mia testa, cioè ho detto oggi questa storia deve finire, sono sceso con la pistola e gli ho detto: "Guarda che ho la pistola", e lui ha iniziato a correre, logicamente ha preso paura. Poi io ho desistito perché non era mio interesse corrergli dietro e volevo solamente fargli capire che le cose sono cambiate, ho un'arma e non voglio essere aggredito».  

«Poi visto che pioveva e mio figlio doveva uscire da scuola all'una e quaranta, sono andato con mio figlio Alessio a prendere il piccolo all'uscita da scuola, anche perché la mia paura era che questa Edoardo Strippoli 3-2persona si presentasse là e magari facesse qualcosa a mio figlio che ha 14 anni. Siamo andati là e nessun problema, poi siamo tornati indietro passando davanti al giardinetto in strada di Guardiella dov'è il Cad, l'ho visto e ho tirato fuori la pistola e gli ho gridato da lontano: "Se ti avvicini almeno a un metro sparo, perché la prendo come un'aggressione visto che l'hai già fatto due volte e  non ci sarà una terza". Lui da quello che posso immaginare ha tirato fuori un telefono e ha chiamato la Polizia come sono passato davanti a lui a meno di due metri stava parlando con qualcuno che ritengo fosse un operatore di polizia, dando la sua versione dei fatti, cioè che lui è stato aggredito da me... ma quello che dice lui a me non interessa».

Continua ancora Strippoli con voce emozionata, come se rivivesse negli stessi istanti del racconto quanto avvenuto appena il giorno prima: «Io ho continuato per la mia strada senza fermarmi assieme ai miei due figli, giunto all'altezza del supermercato di via Donatello ci siamo accorti che lui ci seguiva con una bottiglia in mano, una bottiglia di vetro vuota. Io mi sono fermato vicino ai bidoni, ho tirato fuori l'arma e l'ho tenuta bassa lungo la gamba destra e ho aspettato che venisse vicino. C'è stato uno scambio con i miei due figli, da parte sua, e lui si avvicinava ma non oltre un certo numero di metri con queste bottiglie ma con anda minacciosa, gridandomi minacce, ingiurie, le solite cose. La parte interessante è che è intervenuta la Polizia e che ha assistito a una parte diciamo dell'aggressione verbale, quindi è arrivata in flagranza di reato ed ha potuto fermarlo e l'ha portato in Questura ieri ed è stato arrestato e quello che so è stato arrestato alle otto e mezza (20.30 dell'11 novembre 2016, ndr). Questo è tutto quanto, è la verità e come tale deve apparire».

Edoardo Strippoli 4-2Poi si rasserena Edoardo Strippoli, e gli scappa finalmente un sorriso: «Vogliamo ringraziare con tutto il cuore le Forze dell'Ordine... Ieri si sono dati da fare in un modo che non ho mai visto per cercare di fare quanto fosse loro possibile per fermare questa persona, e ci sono riusciti. Il mio ringraziamento va proprio a tutti i poliziotti della Questura di Trieste. Adesso finalmente dopo tanto tempo sono da solo in giro con i cani e adesso mi sto proprio godendo la mattinata».

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