Quarantasette anni fa l'attentato alla Siot a San Dorligo

Sono circa le 3.15 del mattino del 4 agosto 1972 quando alcuni serbatoi della Siot saltano letteralmente in aria a causa delle cariche esplosive piazzate da un commando di Settembre Nero. Per l'attentato nessuno dei membri dell'organizzazione terroristica fece mai un giorno di carcere

Immagine Wikipedia (pubblico dominio)

Poco dopo le 3 del mattino di esattamente 47 anni fa un commando terroristico di Settembre Nero applicava delle cariche di esplosivo a cinque serbatoi della Siot a San Dorligo della Valle, gettando l’Italia intera nello sgomento più totale. Bruciano circa 160 mila tonnellate di greggio, le fiamme raggiungono i 150 metri d’altezza e la colonna di fumo arriva a misurare fino a sei chilometri, rendendo l’attentato visibile da buona parte del territorio regionale e non.

Sul posto arrivano Vigili del fuoco anche da altre regioni, la stampa parte alla volta di San Dorligo, si mobilita anche la politica, insomma, un viavai impressionante. Il “Grande fuoco”, come l’ha soprannominato il giornalista Giuliano Sadar nel suo libro, venne visto da moltissime persone e durò all’incirca quattro giorni. Fu questo infatti il tempo necessario a domare le fiamme, che in breve tempo raggiunsero anche un altro serbatoio, e a spegnere l’incendio.

La rivendicazione di Settembre Nero

Proprio quattro giorni dopo, giunse da Damasco un dispaccio a firma dei fedayn palestinesi che rivendicavano l’attentato terroristico ai danni dei depositi petroliferi di San Dorligo della Valle. La notizia fece in breve tempo il giro delle redazioni, suscitando l’interesse anche della stampa internazionale. Questi sono gli anni in cui Settembre Nero è attiva come organizzazione terroristica vicina, secondo alcuni storici, al movimento politico Olp, partito di stampo socialista guidato da Yasser Arafat.

Gli attentati di Monaco e Roma

Solamente un mese dopo dell’attentato di San Dorligo della Valle, i terroristi di SN si macchiarono di una delle stragi più feroci della storia del Novecento, vale a dire l’uccisione di 11 atleti della squadra olimpica israeliana alle olimpiadi di Monaco di Baviera. Poco più di un anno dopo, precisamente il 17 dicembre del 1973 sempre la stessa organizzazione terroristica diede vita al massacro di Fiumicino, dove vennero uccise 32 persone, tra cui sei cittadini italiani.  Settembre Nero usò azioni terroristiche inserite in una precisa strategia volta a colpire obiettivi precisi. L’attentato di San Dorligo non fu da meno. 

Il processo: nessuno fece un solo giorno di carcere

Ma che fine hanno fatto i terroristi che vennero giudicati responsabili del blitz? L’algerino Chabane Kadem e le due cittadine francesi Marie Therese Lefebvre e Dominique Jurilli, secondo il libro di Sadar “vennero condannati in primo grado a 22 anni di carcere” con le accuse di tentata strage e associazione per delinquere, accuse che però caddero in Appello dove invece vennero condannati a sei anni per il reato di incendio doloso.

La vendetta del Mossad

All’interno del commando c’era però anche Mohamed Boudia, la mente dell’attentato. Boudia, ritenuto un esponente di spicco di Settembre Nero in Francia, non venne mai giudicato dalla magistratura perché venne ucciso a Parigi da agenti del Mossad un anno dopo. Anche il coinvolgimento delle due francesi fece indurre gli investigatori per la pista d’oltralpe.

In quell’agosto di 47 anni fa, Trieste balzò sulle prime pagine di tutti i giornali per un attentato terroristico per cui, a distanza di tutti questi anni, nessun membro del commando pagò per i crimini commessi. I tre ritenuti responsabili infatti non fecero neanche un giorno di carcere. Non fu l'unica volta che il capoluogo regionale venne coinvolto nei "traffici" del terrorismo internazionale. Sono diversi infatti i casi di fermo di cittadini sospettati di terrorismo, su tutti Abdullah El Mansouri, libanese fermato a Opicina negli anni '80 con sette chili di esplosivo pronti all'uso. 

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