Paga con 100 euro falsi: arrestato dai Carabinieri

Sequestrate in totale 9 banconote contraffatte: Z.S., già noto per truffe e reati contro il patrimonio, ora è agli arresti domiciliari

Lo scorso mercoledì 29 giugno, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trieste hanno arrestato in flagranza del reato di "spendita di banconote false" Z.S., 38enne cittadino serbo residente a Muggia, già noto alle Forze dell’Ordine per episodi di truffa e altri reati contro il patrimonio.

«La vicenda ha origine a Muggia, dove il titolare di un esercizio commerciale, nell’adempiere i propri doveri contributivi presso un ufficio pubblico, si sente rispondere che una delle banconote da 100 euro presentata era falsa - speigano i militari -. L’esercente, appresa la notizia (e subìto il sequestro della banconota come previsto dalla Legge), si è quindi rivolto ai Carabinieri, per denunciare l’accaduto. Il successivo controllo degli incassi dei giorni precedenti portavano alla scoperta che la banconota falsa non era l’unica ma che ne aveva incassate altre tre». Questo dettaglio è stato di grande aiuto per i militari, che hanno potuto ricostruire il flusso dei clienti e identificare il responsabile della spendita delle banconote contraffatte.

Il Nucleo Investigativo ha così predisposto una serie di servizi di osservazione discreta, al fine di cogliere il cliente sul fatto: proprio il giorno 29 giugno, Z.S. si è ripresentato all’interno dell’esercizio commerciale dove ha speso un’ulteriore banconota da 100 euro. Subito dopo un militare dell’Arma, presente all’interno dell’esercizio come finto cliente, verificata la falsità della banconota, ha avvisato gli altri colleghi che tenevano d'occhio il soggetto, consentendone l’immediato arresto. La successiva perquisizione personale, estesa anche alla sua automobile e all’abitazione, ha consentito di ritrovare altre 4 banconote da 100 euro falsificate, per un totale di 900 euro complessivamente posti sotto sequestro.

Il denaro falso è stato sequestrato e Z.S., concluse le formalità, è stato condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari, come disposto dalla Procura della Repubblica, che ha coordinato l’intera attività investigativa.

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