Giornalista da 124 mila euro per l’Azienda sanitaria, Ospedali riuniti e il Burlo

Il portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Andrea Ussai contesta, senza giri di parole, il metodo utilizzato per un bando che presenta molte ombre: «Molto probabilmente i vertici dell’Aas hanno già ben in mente il nome del vincitore o della vincitrice»

«L’assessore regionale alla Sanità Telesca e l’Azienda per l’assistenza sanitaria n. 1 “Triestina” devono bloccare la procedura di selezione per l’attribuzione dell’incarico di ufficio stampa, di informazione e di comunicazione aziendale per la stessa Azienda sanitaria, per l’Azienda ospedaliero-universitaria “Ospedali Riuniti” di Trieste e per l’Irccs Burlo Garofolo. È scandaloso pubblicare un bando di questo tipo l’11 agosto, in pieno periodo festivo, prevedendo solo 15 giorni di tempo per inoltrare tutta la documentazione necessaria alla partecipazione. Si tratta di un incarico di collaborazione per una sola persona dell’importo di ben 124 mila euro per due anni. Questa modalità di selezione rappresenta uno schiaffo a qualsiasi regola minima di trasparenza».

m5s fvg ussai cattinara-2Il portavoce del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale Andrea Ussai contesta, senza giri di parole, il metodo utilizzato per un bando che presenta molte ombre. «Oltre al periodo, che fa pensare alla volontà di far passare il tutto sotto il massimo silenzio, anche i requisiti richiesti sono molto discutibili - sottolinea Ussai -. Il “collaboratore”, infatti, deve avere una laurea specialistica, essere un esperto di comunicazione di crisi in ambito sanitario e - soprattutto - essere iscritto all’Ordine dei giornalisti da almeno 10 anni, fatto questo che finisce per penalizzare molti giornalisti, in particolare quelli più giovani che faticano a trovare lavoro».

«Molto probabilmente - conclude il portavoce del M5S - i vertici dell’Aas hanno già ben in mente il nome del vincitore o della vincitrice di questo bando agostano che per l’importo così importante a nostro avviso doveva passare attraverso il “Mepa”, il “Mercato elettronico della pubblica amministrazione” a disposizione delle amministrazioni pubbliche italiane per confrontare e acquistare i beni e servizi offerti dai fornitori abilitati sul sistema».

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