Biologico a scuola in Fvg: avviato progetto Aiab e Ersa che coinvolgerà 900 bambini

Nell'incontro è stato rilevato che dal 2015 ad oggi il biologico ha visto un incredibile aumento di interesse e una crescita esponenziale delle aziende agricole e di trasformazione che ne applicano il metodo e le tecniche

Si è tenuta il 17 gennaio la conferenza stampa organizzata da Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica), sul ruolo dei prodotti biologici in Fvg.   Nell'incontro è stato rilevato che dal 2015 ad oggi il biologico ha visto un incredibile aumento di interesse da parte dei cittadini e, di conseguenza, una crescita esponenziale delle aziende agricole e di trasformazione che ne applicano il metodo e le tecniche.

In italia al 31/12/16 ci sono 1,8 milioni di ettari coltivati in bio, con un incremento del 20% sull’anno precedente e 72.000 operatori certificati, numero che include trasformatori, importatori ecc. In FVG abbiamo 14.000 ha di bio, che significa un aumento del 172% rispetto all’anno precedente, e 854 operatori certificati. Un dato interessante è la dimensione media aziendale che nel bio è di circa 20 ha, il doppio della media regionale, come dire “il bio non è più solo affare delle piccole aziende in aree svantaggiate”.

Ma il biologico richiede conoscenza, sia in chi lo pratica che in chi lo sceglie come elemento imprescindibile del proprio sano stile di vita. E proprio per incidere sullo stile di vita delle giovani generazioni, AIAB-APROBIO FVG ha attivato ad inizio anno scolastico, con il supporto di ERSA, un progetto didattico che ha già coinvolto 300 bambini di 7 scuole primarie della Regione e che, per fine anno scolastico, sarà fruito da un totale di circa 900 bambini in 20 scuole regionali.

L’obiettivo del progetto è far diventare il biologico una sana abitudine e così consolidare il legame tra il biologico locale e cittadini-consumatori per i quali il bio non sia solo una moda ma una sana scelta di vita. Il progetto si articola in lezioni frontali, laboratori e visite per i ragazzi delle scuole, ma anche incontri formativi ed informativi sia per gli insegnanti che per le famiglie. «Contiamo di educare dei piccoli cittadini critici, attenti ed entusiasti - dichiara Daniela Peresson, resonsabile del progetto per l’associazione - che ora influenzino le proprie famiglie e, crescendo, portino le pratiche di una sana e sostenibile alimentazione come parte del proprio bagaglio culturale quale guida dell’agire».

L'agricoltura biologica è un ottimo strumento per affrontare molti temi cui i bambini sono interessati, come l’alimentazione, l’ecologia, la vita degli animali, la preparazione degli alimenti, la storia della propria comunità e del paesaggio che ci circonda.«La curiosità verso tutti questi aspetti può essere confermata dagli insegnanti - sostiene Anna Monteduro maestra di una delle scuole coinvolte a Trieste - e sarebbe più che opportuno che tali temi entrassero nel curriculum scolastico a tutti i livelli e con continuità».

«L’attività formativa nelle scuole è un elemento chiave per riavvicinare i cittadini all’agricoltura - dichiara l’assessore Shaurli - e siamo ben felici di condividere la passione ed i buoni risultati di questa prima fase progettuale. È intenzione della Regione dare continuità e coordinamento, tramite ERSA, alle scuole e ci impegnamo per fare in modo che nei prossimi anni ciò si concretizzi».

Il progetto ha dato anche modo di produrre diversi materiali per i bambini che rimarranno a disposizione delle scuole e potranno sostenere le attività degli insegnanti.

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