Caso Colautti, Usb: «Silenzio complice di istituzioni e sindacati sui ricatti delle aziende»

«Riportiamo a casa Sasha e tutti i trasferiti coattamente, contro gli attacchi al diritto di sciopero e il tentativo di precarizzare i lavoratori del trasporto publico locale»

Nella conferenza stampa tenuta ieri a Trieste i Coordinatori USB Trieste hanno preso atto del silenzio assordante di azienda e istituzioni, in particolare dell’Amministrazione Regionale, sulla vicenda di Sasha Colautti, ma hanno ribadito l’intenzione di continuare in una lotta che riguarda i basilari diritti sindacali e democratici di tutti.

«Ogni lavoratore - ha affermato Sandi Volk, del Coordinamento provinciale di Trieste di USB - deve poter scegliere liberamente con chi e come organizzarsi sindacalmente. Il caso di Sasha è infatti solo quello più eclatante in una realtà fatta di minacce, ricatti e peggio messi in atto da aziende grandi e piccole (spesso con la “benevola condiscendenza” di CGIL, CISL, UIL) per tentare di impedire ai lavoratori di rivendicare diritti e salario. Ma come dimostra il caso di Sasha, come quello di molti altri lavoratori che si organizzano con USB, i lavoratori non sono più disposti ad accettare supinamente tale realtà».

«Da oggi - afferma Alex Vecchiet, compagno di Sasha in FIOM ed ora in USB Industria - è in atto uno sciopero ad oltranza dei “trasferiti” di Wartsila fino al ritiro dei provvedimenti di trasferimento coatto e in mattinata si è svolta a Taranto una manifestazione davanti alla sede della Confindustria. Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dai rappresentanti dell’associazione datoriale che hanno assicurato che contatteranno la loro sede di Trieste in merito alla vicenda» .

«Sasha tra qualche giorno sarà di nuovo con la sua famiglia ed i suoi compagni - ha continuato l’esponente di USB  Industria - ed il 28 si terrà l’udienza per la sospensione del trasferimento. Noi continueremo a fare pressione sulla Regione, con iniziative che decideremo nei prossimi giorni, perché convochi l’incontro che abbiamo da tempo richiesto. Ci pare un atto doveroso, tanto più visti i cospicui finanziamenti pubblici di cui gode la multinazionale finlandese» .

Alla conferenza stampa è intervenuto anche il coordinatore USB in Trieste Trasporti Walter Suban. «Non è un caso se l’odierno sciopero di USB nel trasporto pubblico è coinciso con lo sciopero dei trasferiti. Anche il nostro sciopero nasce in difesa dei diritti sindacali, contro le intenzioni di limitarli ulteriormente espresse dal Ministro Del Rio e per impedire un ulteriore attacco alle condizioni di lavoro dei dipendenti delle partecipate del trasporto pubblico locale. Con l’abolizione del RD 148/31, approvata di recente, anche questi lavoratori si vedrebbero applicare il Job Acts, prolungamenti ad libitum dell’orario di lavoro, innalzamento dei carichi di lavoro. Provvedimenti che oltre ai lavoratori colpirebbero anche l’utenza che avrebbe un servizio peggiore, con minore sicurezza, ma a prezzi maggiori».

«Non ci fermeranno, né con i trasferimenti, né con i ricatti, le minacce o peggio. Dimostrano solo che hanno paura dei lavoratori e di un sindacato che sia lo strumento per ottenere migliori condizioni di lavoro, più salario e più diritti. Il sostegno a Sasha e l’eccezionale successo dell’odierno sciopero dei TPL – quasi il 90% di adesioni a Trieste - sono li a dimostrarlo» ha concluso Volk, che ha poi invitato tutti i lavoratori a contribuire alla cassa di resistenza a sostegno di Sasha Colautti istituita da USB versando sul C/C intestato a USB CONFEDERALE, IBAN IT17W0312703201000000001801, causale “io sto con Sasha”. Per contatti urgenti: 3495015941.

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