Scabbia all'Itis, la testimonianza di un operatore: "Situazione sfuggita di mano"

Siamo stati contattati da un dipendente dell'azienda che ci ha mandato alcune righe che pubblichiamo integralmente che non abbiamo ancora avuto modo di verificare. "Il primo caso risale prima di dicembre nel Reparto Palma e agli operatori era stato assicurato che si trattava solo di un’allergia e che non serviva fare niente". Sarà nostra cura contattare l'ente per ottenere maggiori informazioni relative alla testimonianza

Itis e il “caso” scabbia. La notizia di qualche giorno fa ha fatto scattare un “campanello d’allarme” tra la struttura, la politica e gli stessi dipendenti della struttura. Siamo stati contattati da un operatore che lavora proprio nell’azienda di via Pascoli che ha voluto mandarci la sua testimonianza. La persona in questione ci ha chiesto di mantenere l’anonimato, scrivendoci alcune righe sulla situazione.

"Non era il caso di creare allarmismi"

“Il primo caso risale prima di dicembre nel Reparto Palma e agli operatori era stato assicurato che si trattava solo di un’allergia e che non serviva fare niente. Dopo qualche giorno altri ospiti del reparto avevano riscontrato la stessa cosa ma l’ente aveva comunicato che non era il caso di creare allarmismi. Appena una decina di giorni orsono hanno iniziato ad affiggere dappertutto avvisi di parassitosi e adesso su dieci reparti ne sono infetti ben otto e tra ospiti e operatori ne sono decine di infetti”.

"Sospese tutte le attività nei luoghi comuni"

Secondo la testimonianza “l’ente ribadisce che è tutto sotto controllo e invece la cosa gli è sfuggita di mano, ma lo dicono per non creare allarmismi, tutte le attività nei luoghi comuni sono state sospese, il bar con domani chiude di pomeriggio ma resta aperto di mattina solo per non perdere guadagni e far comodo ai dipendenti ITIS che senza bar sono fuori dal mondo. Agli operatori è stata consegnata una confezione di crema e una lista di prevenzione e indicazioni in caso di contagio”.

"I parenti entrano nei reparti infetti"

“La palestra al pianterreno e la sala al primo piano sono rimaste aperte e continuano ad entrare bambini e ragazzini, a ballare e altre attività, solo per un fatto economico per l’ente perché il tutto è a noleggio. I parenti entrano nei reparti infetti, senza guanti o precauzioni e c’è addirittura chi porta fuori il proprio cane in giro per l’ente, senza sapere se è contagiato e prendono gli ascensori a loro vietati. Gli operatori hanno percorsi e uso degli ascensori ben precisi e segnalati: prima di uscire dal reparto devono spogliarsi, mettere tutto in un sacco, rivestirsi con indumenti puliti e poi uscire e andare in spogliatoio a cambiarsi per poi uscire. Non possono uscire in divisa e accedere alle parti comuni”.

"Non viene più nessuno"

La testimonianza si conclude poi con un elemento di perplessità: “L’ITIS doveva far sanificare tutto quanto da ditte specializzate (cosa non fatta) e far entrare i parenti solo in caso di estrema necessità e prendendo le precauzioni necessarie e invece niente, la gente ha paura e l’ente adesso è praticamente vuoto. Non viene più il novanta per cento dei parenti e tra gli operatori c’è un po’ di preoccupazione, specialmente per chi ha in casa bambini piccoli”.

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