Caso "Furbetti" in Regione: in 14 timbravano e andavano a cena o al Casinò

Lasciavano il posto di lavoro per fare shopping nella vicina Slovenia, per consumare pasti negli agriturismi, degustare vino, visitare la manifestazione "Gusti di frontiera" o addirittura giocare d'azzardo

In tutto 14 i dipendenti regionali del Fvg indagati per truffa ai danni di ente pubblico e false attestazioni di presenza. Sono stati notificati qesta mattina, 17 aprile, 14 avvisi di conclusione indagine, consegnati ad altrettanti dipendenti nell'ambito dell'operazione "Fuori servizio" dei carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Gorizia.

Già nel 2017, più precisamente in luglio, i Carbinieri di Gorizia avevano emesso a carico di alcuni dipendenti della sede goriziana 6 provvedimenti cautelari per 8 mesi di interdizione all'esercizio dei pubblici uffici. In seguito, dopo l'esame di alcuni filmati ripresi dalle telecamere nascoste all'interno degli uffici, gli investigatori dell'Arma e quelli della Procura hanno individuato altri 8 "furbetti".

Gli indagati, invece di prestare servizio in Regione, sono stati sorpresi a lasciare il posto di lavoro da una porta sul retro, per poi recarsi a fare shopping nella vicina Slovenia, consumare pasti negli agriturismi, degustare vino, visitare la manifestazione "Gusti di frontiera" o addirittura giocare d'azzardo. Alcuni addirittura timbravano il cartellino per sé e per i colleghi e altri abbandonavano l’ufficio a metà giornata senza registrare nulla per andare a casa e rientrare direttamente il tardo pomeriggio, solo per timbrare ufficialmente l’uscita.

Il primo provvedimento cautelare era stato emesso a suo tempo dal Gip del Tribunale di Gorizia su richiesta della Procura della Repubblica, dopo le minuziose indagini (dall'aprile al dicembre 2016) dell'Arma di Gorizia sotto il comando del colonnello Pasquale Starace.

Il danno patrimoniale causato alla Regione da ciascuno degli indagati è di qualche migliaio di euro. Ai 6 dipendenti regionali sono stati contestati i reati di truffa ai danni della Regione e false attestazioni di presenza. A tre di essi è stato contestato anche il reato di peculato d’uso per l’utilizzo dell’auto di servizio.

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