Centenario Grande Guerra: Trieste palcoscenico commemorazioni

Si è conclusa una due giorni all'insegna della rievocazione storica, del rispetto e della pietà per il sacrificio di centinaia di migliaia di giovani. Presenti il ministro della Difesa Pinotti, Capi di Stato Maggiore, la presidente Serracchiani e massime autorità civili e militari

Cento anni fa, il 24 maggio 1915, l'Esercito si metteva in marcia, e anche l'Italia piombava nel baratro dell'immane tragedia della Prima Guerra Mondiale.  Oggi, a distanza di un secolo, il 24 maggio 2015, non a caso proprio la città di Trieste è stata scelta come palcoscenico per i momenti conclusivi della grande iniziativa nazionale denominata "L'Esercito marciava ...", voluta per ricordare i tragici avvenimenti della Grande Guerra, per commemorare le vittime di quell'inutile strage, per riflettere sull'assurdità dei conflitti e sull'importanza dei valori della pace e della convivenza civile.

È stata, per la città di Trieste, per i suoi abitanti, per i turisti, una due giorni all'insegna della rievocazione storica, del rispetto e della pietà per il sacrificio di centinaia di migliaia di giovani, con un minuto di silenzio e con la mostra itinerante curata dall'Ufficio storico dello Stato maggiore dell'Esercito nel palazzo della Regione: esposti armi, cimeli, uniformi, plastici del teatro dei combattimenti e pannelli illustrativi. Ma è stata una due giorni anche all'insegna delle dimostrazioni, della cultura, della musica e dello spettacolo. Sulle Rive e sul molo Audace è stata allestita una "cittadella" dell'Esercito, per far conoscere uomini, dotazioni e reparti.

A incuriosire, in particolare, un elicottero d'attacco Mangusta, un blindo centauro e il veicolo tattico leggero multiruolo Lince. Sguardi rivolti all'insù per i lanci dei paracadutisti della Folgore e per il sorvolo di arerei storici. Grande partecipazione di pubblico per le simulazioni di uno sbarco dei lagunari alla scalinata del Re e intorno a quattro cavalieri in divisa d'epoca. A Trieste si è anche conclusa la maxi staffetta de' "L'Esercito marciava", che in questi giorni ha percorso un totale di 4.200 chilometri lungo le strade delle 20 Regioni d'Italia, su cui si sono alternati, giorno e notte, circa 700 staffettisti.

L'ultima frazionista, con il testimone Tricolore, è stata il ministro della Difesa Roberta Pinotti, giunta in piazza Unità d'Italia alle 19.30, accompagnata dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Claudio Graziano e dal Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Generale di Corpo d'Armata Danilo Errico, insieme ai fanti piumati della Fanfara dei bersaglieri. Accolta dalla presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani e dalle massime autorità civili e militari, il ministro ha consegnato il testimone tricolore ad un bambino, simbolo delle nuove generazioni. A seguire, l'alza bandiera solenne, accompagnato dalle note della fanfara dei Granatieri di Sardegna.

«Oggi ricordiamo un avvenimento drammatico, una guerra terribile - ha detto il ministro all'arrivo - in cui sono morte 600 mila persone e i feriti sono stati più di un milione, un numero che fa paura. Anche moltissimi civili sono morti, è stata la prima grande guerra di popolo. Commemorazioni come questa - ha aggiunto - servono a dire mai più trincee. Perché l'Italia ripudia la guerra e sa che l'utilizzo della forza può esserci solo nell'ambito della legittimità internazionale per evitare sopraffazioni ad altri popoli.  Tuttavia è giusto che ci sia memoria di tutto quel sangue e di tutti quei sacrifici». E sulla simbolica consegna del testimone ad un bambino, il ministro ha commentato: «si fa memoria non per volgere lo sguardo all'indietro,  ma per guardare in avanti. Quindi la bandiera la si consegna ad un bambino perché anche quello che costruiamo oggi lo facciamo per costruire un futuro ai bambini di oggi».

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 La serata si concluderà con uno spettacolo multimediale, condotto da Umberto Broccoli. Un viaggio nella memoria con brani musicali, lettura di testimonianze dell'epoca, proiezioni di immagini inedite, recita di poesie, tra cui "San Martino del Carso", di Giuseppe Ungaretti, che nella Grande Guerra fu volontario. Tra i protagonisti, anche le bande delle Forze Armate (che nel pomeriggio sono state impegnate in esibizioni itineranti in vari angoli della città) e il coro dell'Associazione nazionale Alpini. Nel corso del pomeriggio l'operazione memoria ha avuto un altro significativo momento. I presidenti delle associazioni d'Arma FVG hanno consegnato sette medaglie ricordo ai familiari di altrettanti caduti, provenienti da Trieste, Basiliano, Lecce e Roma. Questo gesto è uno dei tanti momenti dell'iniziativa Albo d'Oro, promossa da Military Historical Center e dalle Associazioni d'Arma del Friuli Venezia Giulia, con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e del Governo, per onorare la memoria di ogni caduto della Grande Guerra.

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