CGIL contro la Lega Nord: «Emergenza profughi e reato di tortura, vergognose strumentalizzazioni»

La Cgil e il sindacato di polizia condannano le parole del segretario della Lega Nord Salvini: «È davvero preoccupante che argomenti come il reato di tortura possano divenire oggetto di strumentalizzazione politica»

«È davvero preoccupante che argomenti come il reato di tortura possano divenire oggetto di strumentalizzazione politica». È quanto dichiarano Emanuele Iodice, della segreteria regionale Cgil, e il segretario generale del sindacato di polizia Silp per la Cgil Franco Grando, che condannano le prese di posizione del leader della Lega Nord Matteo Salvini contro il disegno di legge teso a introdurre il reato nel nostro ordinamento legislativo.

«Si tratta di una norma di civiltà – dichiarano Iodice e Grando – e non dovrebbe servire sottolinearlo, dal momento che l’Italia è in ritardo di 26 anni nella ratifica della Convenzione Onu contro la tortura. È evidente a tutti che non si tratta di una norma ostile alle forse di polizia e di ostacolo alle indagini, ma di un provvedimento che rafforza le garanzie democratiche, perché l’uso della forza, anche da parte dello Stato e delle forze dell’ordine, è legittimo solo finché rispetta i diritti fondamentali».

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Cgil e Silp lanciano un allarme sul ripetersi di strumentalizzazioni «su temi seri e delicati» e parlano di «segnale molto negativo per la nostra società». Il riferimento, oltre che al reato di tortura, è all’emergenza profughi e alla recrudescenza del terrorismo di matrice islamica. «Anche su questi argomenti – dichiarano ancora Iodice e Grando – si è fatto propaganda, sbandierando soluzioni facili per problemi complessi. E a farla, molto spesso, sono forze politiche hanno governato l’Italia per molti anni senza ostentare la sicurezza e la capacità sbandierate oggi solo per demagogia e per raccogliere facili consensi».

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