Bimbo cammina in fondo alla chiesa, alcuni fedeli "cacciano" lui e la madre

"Quella è la porta" e un "chiaro invito ad andarsene" sarebbero le affermazioni rivolte ad una giovane madre durante la funzione di domenica 10 novembre alla Beata Vergine del Rosario. "A mia moglie non era mai successo, è tornata a casa in lacrime". Alcuni fedeli: "Abbiamo il diritto ad ascoltare in silenzio"

La chiesa dove sarebbe avvenuto l'episodio

“Occhiate infastidite”, un “chiaro invito ad andarsene” concretizzatosi con l’apertura delle porte nel più classico dei “quella è l’uscita”. Le parole sono di un triestino di 44 anni (che ha preferito l’anonimato ndr) che ha segnalato a TriestePrima il trattamento che sarebbe stato riservato alla moglie, poco più che trentenne, da alcuni fedeli domenica 10 novembre durante la messa celebrata all’interno della chiesa Beata Vergine del Rosario, in piazza vecchia a Trieste.   

“Appena entrata in chiesa con nostro figlio di 17 mesi ha subito notato dalle occhiate infastidite da parte degli altri partecipanti” ha affermato il marito. “Occhiate che, una volta che nostro figlio si è messo a camminare nel fondo della chiesa (tenerlo in braccio avrebbe solo significato farlo scoppiare a piangere), sono diventate prima degli sbuffi a volume abbastanza alto da essere sentiti da tutti e poi un chiaro invito ad andarsene”.

"Non era mai successo, è tornata a casa in lacrime"

È in quel momento che la mamma, di origini emiliane e residente a Trieste da circa 10 anni, avrebbe rimarcato il diritto “ad ascoltare la cerimonia”, ribattuto immediatamente con un “sì ma in silenzio” e dall’invito da parte di un triestino poco più che sessantenne, aiutato nell’apertura delle porte da altri fedeli, ad uscire dalla chiesa. “A mia moglie non era mai successo di venir cacciata da una chiesa. È tornata a casa in lacrime”.  

È il padre quindi a prendere le difese – la moglie ha infatti chiesto l’anonimato. “Premesso che il bambino non stava dando fastidio e che pure lui, essendo battezzato, ha il diritto di assistere alla messa vorrei capire come Il parroco abbia fatto a restare impassibile mentre una fedele e un bambino piccolo venivano buttati fuori da questi solerti difensori della fede”.

"Sarebbe il caso di ricordare cosa insegna la religione cattolica"

Il padre a questo punto rivolge una domanda agli stessi vertici dell’ecclesia tergestina, presupponendo la presenza e l’accettazione di presunti fedeli di serie A e di serie B. “Forse i bambini fino ad una certa età non possono andare alle funzioni?” questa l’interlocutoria. Il 44enne poi è voluto tornare sull’invito “ad andarsene” e sul mancato intervento da parte dell’istituzione religiosa. La richiesta sarebbe stata pronunciata a volume talmente alto che “il parroco non può non aver sentito. Si parla tanto della difesa della fede cattolica e dei valori della famiglia, ma prima sarebbe il caso di cominciare a ricordare cosa insegna la religione cattolica”.

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“Se questa è l’accoglienza che viene offerta ad una cittadina regolare – ha concluso il giovane padre- non mi stupiscono poi gli episodi di razzismo che vedono protagonisti questi cattolici per finta”. L'autore di questo articolo ha raggiunto telefonicamente l'ufficio stampa della Diocesi il quale, al momento, non ha rilasciato alcuna dichiarazione.  

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