Chiude la sala Tripcovich: «Gravi problemi strutturali»

Al suo posto potrebbe essere creato uno spiazzo per l'ingresso monumentale al Porto Vecchio

La sala Tripcovich viene chiusa per volontà dell’amministrazione comunale. Secondo il Comune, l'edificio avrebbe gravi problemi strutturali, che richiederebbero interventi di messa a norma pari a 2 milioni di euro, spesa troppo onerosa per giustificare un’attività teatrale sporadica. 

«Problemi di amianto, uscite di sicurezza, impianto elettrico e il riscaldamento non funziona. Il Verdi non se ne assume la resposabilità ovviamente, così per evitare avvisi di garanzie ho disposto la chiusura - spiega il sindaco Roberto Dipiazza -. Non c'è niente a norma. Ho già chiamato tutti i sindaci dell'Uti per mettere in rete i teatri che già sono tanti e si può sopperire a quella sala. Buttarlo giù, per farci un parco, permetterebbe di migliorare ancora le rive e sarebbe un bellissimo biglietto da visita della città nel punto porpio d'ingresso».

Al posto dell’ex stazione il progetto prevede un ingresso monumentale al Porto vecchio con un grande spiazzo (opera che rientrerebbe in un programma di riqualificazione di piazza della Libertà). Si spiega così anche il rinvio dello spettacolo “Solo” di Arturo Brachetti, che avrebbe dovuto essere rappresentato nell’edificio costruito nel 1936 dall’architetto Umberto Nordio, una volta adibito a stazione delle corriere.

Il progetto, tuttavia, dev’essere presentato al consiglio di amministrazione della Fondazione Verdi e poi si potrà inoltrare ufficialmente la domanda alla Soprintendenza delle Belle Arti, che ha in tutela l’immobile. Senza la rimozione del vincolo la demolizione non potrà essere effettuata e in questo caso, come dichiarato dal consigliere azzurro Piero Camber, l’altra strada possibile potrebbe essere la vendita, per esempio al conservatorio Tartini. Un ente con una più ampia e redditizia programmazione, sostiene Camber, giustificherebbe a quel punto la presenza dell'ex autostazione.
 

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