Cibo ai cinghiali in via Commerciale: denunciato dalla Forestale rischia l'arresto o 2 mila euro di multa

Il Corpo è arrivato a contare fino a 27 cinghiali contemporaneamente presenti sul luogo dove potevano trovare quotidianamente il cibo messo a loro disposizione

foto di repertorio

Una persona, sorpresa dal personale del Corpo forestale regionale mentre alimentava i cinghiali nel centro abitato di Trieste, è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Trieste. Nei pressi di via Commerciale da alcuni anni sono stati segnalati branchi di cinghiali che vanno ad alimentarsi di pane e frutta lasciati da ignoti nei pressi di un'abitazione. Il sito di foraggiamento si trova a pochi metri dall'arteria stradale, particolarmente frequentata, per cui in passato si sono verificati numerosi incidenti causati proprio dall'attraversamento di cinghiali.

Recentemente a Trieste il personale del Corpo forestale regionale, rafforzato dallo scorso 1 giugno dall'inquadramento in Regione del personale specializzato del Corpo di Polizia Ambientale Territoriale della Provincia di Trieste, era arrivato a contare fino a 27 cinghiali contemporaneamente presenti sul luogo dove potevano trovare quotidianamente il cibo messo a loro disposizione. A seguito dell'aggravarsi della situazione e dell'aumento del rischio di incidenti o di danni anche alle persone, la struttura specialistica del Corpo forestale regionale in materia di vigilanza faunistica e venatoria, in collaborazione con la Stazione forestale di Trieste, ha messo in atto una serie di servizi dedicati e di appostamenti specifici che mercoledì sera hanno permesso l'identificazione dell'autore del fatto.

L'aumento della presenza di cinghiali in aree urbane e periurbane è fortemente incentivato dalle offerte di cibo da parte di cittadini. I gravi rischi insorti a seguito di questi comportamenti sconsiderati in varie città d'Italia - tra cui anche Trieste, dove si contano alcune decine di siti con presenza di cinghiali in zone urbane - hanno spinto il legislatore nazionale a introdurre, nel collegato ambientale (legge 221/2015) alla legge di stabilità 2016, il divieto di foraggiamento dei cinghiali: la pena per chi viola le nuove regole è dell'arresto fino a sei mesi o dell'ammenda fino a 2.065 euro.

In proposito da anni il Corpo forestale regionale assieme alla Provincia di Trieste ha messo in atto una campagna d'informazione per spiegare ai cittadini non solo che i cinghiali non hanno bisogno di offerte di cibo, ma soprattutto che questi comportamenti inducono gli animali a frequentare, con maggiore intensità, i centri abitati ed a perdere anche la naturale diffidenza nei confronti dell'uomo, con un inevitabile aumento dei rischi di incidenti e della conflittualità tra i cittadini e questi "ingombranti" animali selvatici.

L'operazione effettuata nei giorni scorsi è tra l'altro uno dei primi risultati conseguiti dopo il passaggio del personale delle ex vigilanze provinciali al Corpo forestale regionale e dimostra come, al di là delle polemiche o degli inevitabili problemi organizzativi da affrontare in questi casi, l'unione delle forze in campo ed una più stretta sinergia nella catena di comando permettano di ottenere risultati concreti nell'interesse dei cittadini ed anche dell'ambiente naturale. Il Corpo forestale regionale, attraverso il personale specializzato ed appositamente formato, continuerà quindi a contenere l'aumento della popolazione di cinghiali presenti nelle aree urbane e periurbane di Trieste, ma intensificherà soprattutto la vigilanza ed i controlli sul territorio per individuare i cittadini che, nonostante tutto, continuano in maniera imprudente ed illecita di alimentare questi animali selvatici, correndo anche il rischio di una denuncia alla Procura della Repubblica a seguito dei divieti entrati in vigore dall'inizio dell'anno.

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