Forti limitazioni per i negozi "etnici" dal centro di Monfalcone

Che in questi giorni è stato firmato il protocollo d'intesa con la Regione FVG, che vedrà Monfalcone divisa in quattro aree, dove i divieti saranno attuati secondo differenti modalità. Nessuna conseguenza per le attività già aperte

Anna Cisint (foto di repertorio)

Stop ai cosiddetti negozi "etnici" nel centro di Monfalcone: un intento già dichiarato in campagna elettorale dal sindaco Anna Maria Cisint, ma fino a poco fa mai realizzato a causa delle resistenze della giunta Serracchiani. Una lotta alle attività "non autoctone", quindi, a favore dell'identità locale. Lo riporta Radio Capodistria, specificando che in questi giorni è stato firmato il protocollo d'intesa con la Regione FVG, che vedrà Monfalcone divisa in quattro aree, dove i divieti saranno attuati secondo differenti modalità.

Quattro aree

Nella cosiddetta "area rossa", la più centrale, le limtiazioni saranno severissime, e a partire dalla zona due non sarà più possibile aprire attività come money change, phone center, internet point, money transfer, sale giochi e centri scommesse, locali di pubblico spettacolo e centri massaggio banditi. Quelle già esistenti, tuttavia, rimarranno al loro posto. Per il resto della città il regime resterà invariato. La Cisint, sui social, ha dichiarato che se la precedente amministrazione comunale democratica fosse intervenuta all'epoca, oggi il centro cittadino sarebbe molto diverso.

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