Città metropolitana, terzo incontro sugli aspetti economici: minor burocrazia e più infrastrutture sul territorio

Nel terzo appuntamento dedicato agli aspetti economici, sono intervenuti l'economista Vittorio Alberto Torbianelli, il Sottosegretario Gianclaudio Bressa, il Presidente del Consiglio regionale Franco Iacop, il Presidente di Confindustria Venezia Giulia Sergio Razeto e il Segretario regionale della CGIL Franco Belci

Nuova tappa ieri pomeriggio in Municipio degli incontri di approfondimento promossi dall'Amministrazione Comunale di Trieste sul tema della “Città Metropolitana” grazie ai preziosi apporti di personalità politiche, amministratori, esperti e studiosi al dibattito in corso. Nel terzo degli appuntamenti in programma si sono affrontati in particolare gli aspetti economici, introdotti dall'economista prof. Vittorio Alberto Torbianelli, cui sono seguiti gli interventi del Sindaco  Roberto Cosolini, del Sottosegretario agli Affari regionali e Autonomie on. Gianclaudio Bressa, del Presidente del Consiglio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Franco Iacop, del Presidente di Confindustria Venezia Giulia Sergio Razeto, del Segretario regionale della CGIL Franco Belci.

La capacità di migliorare i sistemi locali nelle loro dinamiche economiche e di generare e muovere sistemi di promozione complessiva del territorio ottimizzando le infrastrutture è stato uno dei concetti espressi dal prof.Torbianelli, per quanto riguarda lo sviluppo soprattutto dei centri urbani e dopo aver individuato modelli funzionali, con particolare riferimento a quelli adottati dalla Germania, cui guardare come esempio. Modelli che spesso vengono affiancati da un' agenzia per lo sviluppo. E chiedendosi anche quali sono le strade percorribili per conseguire dei miglioramenti in modo integrato e unitario.

Il Presidente Razeto, protagonista nel suo ambito della fusione fra l'area triestina e goriziana, ha ribadito l'importanza per ogni imprenditore della semplicità burocratica nel dialogo con la politica e le istituzioni. Ed è altresì sempre più auspicabile potersi confrontare con enti che prendano decisioni in maniera integrata, – ha detto – meglio se nell'ambito e al servizio di un'area allargata.

Per il Segretario CGIL Belci, partendo dal fatto che garantire servizi adeguati ed efficienti a tutti i cittadini deve restare un impegno prioritario, è necessario in tal senso rivisitare le specialità in modo coeso e unitario. Oltre alle città metropolitane, sono state ora create anche le Uti e la riforma regionale si presenta faticosissima. La logica suggerirebbe certamente di mettersi assieme per garantire servizi e sono d'accordo – ha affermato - con chi sostiene che la città metropolitana si potrebbe già istituire. Ovviamente vi sono anche delle logiche politiche e Trieste e Udine ancora una volta si confrontano. Ma la situazione generale richiede oggi una sintesi, privilegiando  le stringenti esigenze economico-sociali, più che le motivazioni campanilistiche.

Puntare sulla crescita guardando alle funzioni del territorio guidate da processi di sviluppo semplificati, è quanto sostenuto dal Presidente Iacop. Il tema delle aree vaste ormai fa parte – ha detto - di un più ampio dibattito europeo, occorre perciò creare sistemi urbani sinergici per far partire virtuose competizioni, ribadendo il concetto di necessario superamento delle tendenze campanilistiche che storicamente contrappongono Trieste al Friuli. Nell'attuale dibattito nazionale le regioni a statuto speciale come il Friuli Venezia Giulia possono essere d' esempio per tutti. E assieme possiamo meglio individuare gli strumenti di sviluppo economico che ci servono – ha concluso - per rafforzare il potenziale delle realtà territoriali.

Il Sottosegretario on. Bressa ha rievocato la lunga vicenda della prevista istituzione delle 'città metropolitane', “pensate” fin dal 1990, con la Legge 142, ma che concretamente stanno prendendo forma solo oggi con il governo Renzi, assieme all'abolizione delle provincie e alle unioni e fusioni di comuni (legge “Delrio”). E' necessario e urgente – ha sottolineato Bressa - recuperare un handicap per lo sviluppo territoriale già rappresentato dalla differenza fra Italia ed Europa quando si tratta di grandi investimenti: è necessario, ad esempio, un solo e unico interlocutore quando ci si rapporta con gli investitori. Oggi peraltro – ha osservato - la crisi del regionalismo italiano riguarda più le Regioni Ordinarie, non certamente quelle a Statuto Speciale. Però la Regione Friuli Venezia Giulia conta poco più di un milione di abitanti, pertanto non possiamo che operare tutti insieme per trovare gli strumenti che ci permettano di svilupparci, certo definendo quali sono le vocazioni specifiche di ognuno.

La città metropolitana dovrebbe pensare a come caratterizzarsi e integrarsi con il resto del territorio, anche nazionale. Gli importanti Centri di Ricerca Scientifica, il Porto, il corridoio Baltico-Adriatico e l'idea che Trieste ne diventi la porta principale sono solo alcune delle opportunità che possono aiutare a stabilire quali siano nel complesso le carte migliori da giocare in questa partita, in cui non hanno alcun senso scontri e incomprensioni. Si tratta soltanto di capire come l'area metropolitana allargata di Trieste e di Udine, nell'unione complessiva dei nodi di una rete, possa mettersi al servizio di un sistema che deve competere col resto d'Europa. Molto utile in questo senso – ha ribadito Bressa – è guardare al sistema di sviluppo tedesco. Con la riforma Delrio e la nascita delle Uti è stato fatto un passo avanti significativo; il Sindaco Cosolini, in questo contesto, ha fatto scelte importanti per Trieste – ha concluso Bressa – come pure la Presidente Serracchiani. Adesso la priorità vera è costruire una prospettiva per la Trieste futura dei prossimi trent'anni.

Il Sindaco Cosolini, ringraziando tutti gli intervenuti e in particolare il Sottosegretario on. Bressa, ha sottolineato come proprio lo Statuto di Autonomia della nostra Regione abbia permesso di varare leggi avanzate, come la legge-quadro sull'artigianato che poi ispirò una legge nazionale 15 anni dopo. E Trieste può essere anche oggi il motore trainante di questa regione sulla  strada dell'innovazione grazie all' “economia della conoscenza” e allo sviluppo della portualità accanto alle nuove opportunità offerte dal Porto Vecchio. “Vi sono oggi nuovamente tutte le condizioni – ha concluso il Sindaco – per poter costruire una pagina nuova della nostra storia, un modello originale nostro, all'interno di un'unità regionale da condividere con tutti i cittadini di questo territorio”.

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