Cittadini contro il degrado: il comune si affida al volontariato

Il vicesindaco Martini: «Rendere concreto il concetto di “amministrazione partecipata”, con cittadini che non solo superano situazione di “assenza-distacco” rispetto guida della città ma partecipano direttamente con proposte e suggerimenti»

«Il verde pubblico cittadino è un bene comune, cioè non “del Comune” – inteso come amministrazione in quanto tale o in qualche modo astratta - ma di tutti noi, e come tale va “interpretato” e trattato, anche e soprattutto da parte di chi afferma di amare e voler valorizzare la nostra Città e le sue peculiarità. E per far ciò nel modo migliore è opportuno collegarsi e coordinarsi con il Comune e con i suoi Uffici a ciò deputati, per quindi intervenire anche con forme di volontariato ma nei modi e con le regole previste, piuttosto che procedere per proprio conto, con iniziative tanto auto-referenziali quanto discutibili, le quali potrebbero addirittura, per disorganizzazione o imperizia, rivelarsi controproducenti e dannose per lo stesso ambiente e per le piante che si proclama di voler migliorare!». Questo il concetto centrale espresso – con non dissimulato riferimento a un recente fatto di cronaca (il “taglio del roseto alabardato” nell’aiuola di Montuzza, n.d.r.) -, nel corso di una conferenza stampa in Municipio, dall’Assessore comunale al Territorio, Patrimonio e Verde Pubblico Andrea Dapretto, intervenuto, assieme al Vicesindaco Fabiana Martini, sul tema “Verde pubblico, bene comune. Sussidiarietà e collaborazione con i cittadini per la gestione e la manutenzione delle aree verdi”.

Ha introdotto proprio la Martini, sottolineando come questa Amministrazione comunale abbia fin dal suo inizio inteso creare e accrescere tutte le condizioni affinchè, determinando un ‘cambio culturale’ rispetto al passato, si possa rendere concreto e realmente operante a Trieste il concetto di “amministrazione partecipata”, con i cittadini che non solo superano la situazione di “assenza-distacco” rispetto alla cosa pubblica e alla guida della città, ma, ancor meglio, partecipano direttamente con proposte e suggerimenti, e financo intervengono materialmente con il proprio concreto lavoro al fine di migliorare e ‘mettere a posto’ aspetti complessivi o singoli spazi fisici del territorio. “In tal senso ci riferiamo – ha concluso la Martini – all’atteggiamento genuinamente volontaristico, tipico di gran parte della nostra città, per cui non ci si chiede ‘cosa può fare l’Amministrazione per noi’, ma ‘cosa noi possiamo fare per il benessere generale della comunità’. E nel settore di cui oggi trattiamo – rispetto dell’ambiente, tutela e miglioramento del verde – la risposta non può che essere: ‘vogliamo trasmettere a chi verrà dopo di noi un ambiente migliore di come lo abbiamo trovato. O almeno che non sia peggiore!”

E’ seguito un ampio intervento del competente Assessore al Territorio, Patrimonio e Verde Pubblico Andrea Dapretto che, prendendo le mosse dal recente nuovo “Regolamento sul Verde” che – ha detto –«ha modificato sostanzialmente la ‘visione’ del verde pubblico in città», è passato a illustrare in particolare il “titolo V” del documento, cioè quello espressamente dedicato proprio alla «sensibilizzazione e promozione della cultura del verde pubblico e al coinvolgimento dei cittadini in affidamenti di singole aree» (anche eventualmente con correlate sponsorizzazioni, nel caso di aziende e soggetti più ampi).

«E’ questo un ‘capitolo’ del tutto nuovo – ha rimarcato Dapretto – che abbiamo voluto inserire proprio per dar risposta a due contemporanee esigenze: da un lato, quella di molti cittadini di svolgere attività di giardinaggio/coltivazione per i più diversi fini: dal semplicemente ricreativo o hobbistico al, più ampiamente, socio-culturale fino al desiderio ‘puro’ e semplice di voler contribuire a migliorare l’immagine della città; dall’altro lato, l’esigenza dell’Amministrazione di gestire la manutenzione – e la sussistenza stessa - delle aree verdi comunali disponendo però di forze sempre più limitate».

Molte sono le tipologie delle aree che possono venir affidate. In sostanza – ha spiegato l’Assessore - per tutti i gusti, le dimensioni e le capacità di intervento degli affidatari: dalla manutenzione di aree già attrezzate, alle aiuole stradali, ai giardini scolastici, alle fioriere, fino alla particolare fattispecie degli “orti urbani”, che sta riscontrando un grande interesse. E altrettante sono pure le possibili tipologie dei soggetti che le possono curare: dai singoli alle associazioni ricreative, culturali, sportive, ai circoli, fondazioni, organizzazioni di volontariato, comitati spontanei rionali, istituzioni scolastiche, parrocchie, operatori commerciali. Come pure molteplici possono essere le tipologie e dimensioni degli interventi ammessi, da valutare ovviamente con i ‘candidati’.

Quel che è certissimo – ha ancora sottolineato Dapretto – è che le modalità per chiedere un “affidamento” sono davvero semplici, come semplicissima è la modulistica necessaria per la domanda, reperibile sulla Retecivica del Comune. Praticamente una richiesta in carta semplice per poi recarsi a firmare un’anch’essa semplice ‘convenzione’ con l’Amministrazione, basata su una breve istruttoria tecnica.

«Forse tutto ciò non è ancora ben noto o non è stato finora pienamente recepito – ha osservato Dapretto –, ma sta di fatto che il nostro nuovo “Regolamento sul Verde” ha “aperto” in modo decisivo e molto ampio all’intervento dei cittadini e delle loro organizzazioni». «Alcuni notevoli esempi sono già ‘partiti’ – ha detto citando oltre alle già da tempo attive associazioni operanti al Giardino di via San Michele e ad Altura (il Club Altura per il giardino rionale), il più recente Comitato “Yoko” in via San Giovanni Bosco, il nascente comitato di via Cereria, ma anche gli “orti urbani” de “Le Piane”, via Dandolo, via Navali, Strada per Fiume -. Ma moltissimo si può ancora fare. E non è proprio necessario – ha concluso – compiere strani interventi estemporanei e “auto-proclamati” quando è invece facilissimo e ben più proficuo compierli in collaborazione con l’Amministrazione cittadina e secondo le regole che il Comune si è dato a beneficio di tutti».

Erano presenti all’odierno incontro anche alcuni cittadini e i consiglieri comunali Roberto Decarli e Tiziana Cimolino, con alcune aderenti all’ormai ben ‘collaudata’ iniziativa “Urbi et Horti”.

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