Addio a Claudio Misculin, il ricordo dello psichiatra Franco Rotelli

Il noto psichiatra parla del fondatore dell''Accademia della follia', prematuramente scomparso: "Uno dei pezzi più pregiati dell'esperienza basagliana. Generoso, ingenuo e fuori dagli schemi". Sabato 28 un evento commemorativo al Teatro di San Giovanni

“Uno degli elementi più pregiati dell'esperienza basagliana” così il noto psichiatra Franco Rotelli ricorda il regista, attore e autore teatrale Claudio Misculin, che si è spento all'età di 65 anni nella notte tra il 19 e il 20 settembre ed è stato il fondatore dell'Accademia della Follia, la compagnia teatrale che si ispira alla rivoluzione di Franco Basaglia.

Un ricordo commosso e colmo di stima quello di Rotelli, che è stato uno dei principali collaboratori di Franco Basaglia  dal 1972 al 1979 oltre che direttore dell'Ospedale Psichiatrico di Trieste, Direttore Generale dell'Azienda Sanitaria per più di 10 anni, Consigliere Regionale e Presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali della Regione FVG. 

Addio a Claudio Misculin, attore e regista triestino

“Una storia molto speciale quella di Claudio – racconta Rotelli -, iniziata qualche decennio fa. Lui ha saputo mettere in scena tutto ciò che riguardava la follia e il rapporto con le istituzioni e psichiatria, inscenando storie autentiche e mettendo in gioco il suo corpo e la sua espressività insieme ad altre persone con esperienza di problemi psichiatrici”. 
“Claudio – ricorda lo psichiatra - era un grande attore anche fuori da questo mondo ma la sua cifra è stata questa continuità nel rapporto con l'Accademia della Follia, un rapporto diretto senza mediazioni, con una compagnia di persone che qualcuno potrebbe definire 'con problemi', ma che su palcoscenico sono attori bravi e intelligenti. L'espressione artistica è in grado di superare gli stereotipi e i protocolli della realtà, lui portava se stesso e i suoi attori fuori dallo stereotipo”.

Un percorso non facile e spesso solitario, quello di Misculin, come sottolinea Rotelli: “In questi anni lui ha resistito a grandi difficoltà e all'isolamento: per questa attività aveva sempre ricevuto poco sostegno, sia morale che finanziario, aveva una grande resistenza e la capacità di tenere insieme un gruppo e di non venir meno a quello che era un vero impegno globale”. Dal punto di vista umano, Claudio Misculin viene ricordato dall'amico e collaboratore come un uomo “talmente generoso da essere un po' ingenuo, la generosità e l'ingenuità gli permettevano di uscire dagli schemi, lui si metteva in gioco con il suo corpo che è stato il suo teatro, non c'era dissociazione tra vita personale e vita di teatro, si è sempre messo in scena per quello che era”.

Previsto per sabato 28 settembre un evento al teatro di San Giovanni, una sorta di 'ricordo corale in forma spettacolarizzata' di Claudio Misculin, i cui dettagli saranno resi noti nei prossimi giorni.

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