Critica al film "Red land", la posizione del Cobas scuola

Le dichiarazioni del Cobas Scuola a seguito della polemica legata ai volantini contro "Red Land" lasciati di fronte al cinema: "Pare che il diritto a dissentire al pensiero unico e alle narrazioni pseudostoriche imposte dalle istituzioni, sia quasi un atto sovversivo"

"Per l’ennesima volta è sotto attacco un insegnante, che da libero cittadino ha voluto esprimere, nei modi che riteneva più opportuni, la critica al film “Red land”, di cui ormai sono da tempo note la strumentalizzazione ideologica e lo scarso valore artistico e storico. Ma oramai sappiamo bene che la libertà di pensiero e l’espressione di critica in questo paese sono a fatica tollerate. Se poi oltre ad essere cittadini si è anche insegnanti, pare che il diritto a dissentire al pensiero unico e alle narrazioni pseudostoriche imposte dalle istituzioni, sia quasi un atto sovversivo, che richiede l’intervento del Dirigente scolastico, dell’Ufficio Scolastico Regionale, della Magistratura e di chi si fa censore e pretende di zittire le voci critiche, appellandosi a inesistenti obblighi del docente al di fuori del suo orario di lavoro". Queste le dichiarazioni del Cobas Scuola a seguito della polemica legata ai volantini contro "Red Land" lasciati di fronte al cinema.

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"Inoltre, come abbiamo già visto per i casi delle insegnanti di Torino e Padova, se si lavora a scuola e ci si oppone al dilagante fascismo e razzismo, rivendicando l’antifascismo, su cui è fondata la Repubblica italiana, la gogna pubblica è pronta a partire e a schizzare il suo fango".

"La storia merita rispetto, come ha dichiarato qualcuno, pensando di mettere a tacere le voci di coloro che si stanno opponendo ad una manipolazione storica dilagante che mai aveva raggiunto livelli di tale protervia nel nostro paese. E quel film poco ha a che fare con il rispetto verso la conoscenza storica delle drammatiche vicende del confine orientale, dove per più di vent’anni il fascismo nazionalista e razzista ha deliberatamente fomentato l’odio verso il diverso e si è reso responsabile di persecuzioni, occupazioni, torture, deportazioni e stragi" conclude la nota stampa.

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