Sanità, da agosto attivo un nuovo sistema dei codici di emergenza

Si parte in via sperimentale con l'ospedale San Polo di Monfalcone, in cui sarà attivo l'ambulatorio Rau per la gestione dei codici bianchi e verdi in Pronto soccorso. Obiettivi: gestire i flussi, migliorare l'appropriatezza dell'accesso alla struttura d'emergenza e ridurre i tempi di attesa

Dal 1° agosto sarà attivo all'ospedale San Polo di Monfalcone, in via sperimentale, l'ambulatorio Rau (Rapid assessment unit) per la gestione dei codici bianchi e verdi in Pronto soccorso, con l'obiettivo di gestirne i flussi, migliorare l'appropriatezza dell'accesso alla struttura d'emergenza e ridurne i tempi di attesa.

Lo ha annunciato, durante l'odierna conferenza stampa tenutasi nel presidio ospedaliero di Monfalcone, il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi. Al suo fianco, il commissario Straordinario dell'AsuiTs e Aas2 Bassa Friulana-Isontina, Antonio Poggiana, e il sindaco di Monfalcone Anna Maria Cisint.

"Un'operazione ponte rispetto all'obiettivo finale, che guarda al rafforzamento dei distretti sul territorio - ha spiegato Riccardi -. Il progetto parte dall'ospedale San Polo di Monfalcone, ma approderà anche a Trieste non appena saranno completati i lavori all'ospedale di Cattinara, per essere esteso anche a tutti i Ps della regione".

I numeri

La riflessione di Riccardi è stata supportata dai dati che hanno posto in evidenza gli accessi inappropriati: nel corso del 2018 nel Pronto Soccorso di Monfalcone sono stati infatti valutati 38.268 utenti di cui 240 codici rossi (0,6%), 5.296 codici gialli (13,8%), 21.197 codici verdi (55,4%) e 11.534 codici bianchi (30,1%).

"La somma degli accessi complessivi di codici verdi e bianchi raggiunge l'85% - ha rilevato il vicegovernatore -, una buona parte di questi accessi, almeno la metà, potrebbe trovare risposte in altre strutture. La responsabilità non è da imputare alle persone che affollano le strutture dedicate all'emergenza quanto a un sistema che sconta scelte non compiute in passato che non hanno consentito un'adeguata riorganizzazione: questa amministrazione regionale si sta impegnando per farlo e l'ambulatorio dedicato ai codici bianchi e verdi che accedono al Pronto Soccorso è una prima risposta".

"Con questa struttura - ha proseguito Riccardi - organizziamo un sistema in modo da separare le domande rispetto ai bisogni delle persone; è un'operazione ponte perché è una risposta che nel tempo dovrà essere data dal sistema distrettuale distribuito sul territorio che stiamo riorganizzando con la riforma sanitaria".

L'inappropriatezza degli accessi al Pronto Soccorso, come è stato illustrato, genera numerosi effetti negativi: dai costi diretti, alla diminuzione della funzionalità globale del servizio fino alla minor tempestività per le visite dei codici di maggiore gravità, all'intasamento dei servizi di laboratorio e all'aumento della conflittualità sociale.

L'ambulatorio sarà localizzato in uno spazio contiguo alla sala d'attesa del Pronto Soccorso di Monfalcone, a pochi metri dal triage, e sarà attivo dalle 8 alle 20, sette giorni su sette. Nell'ambulatorio saranno sempre presenti un medico e un infermiere, che non incideranno sulla dotazione organica del personale del Ps, come ha peraltro rassicurato Poggiana.

Fra i dati del presidio ospedaliero monfalconese messi in luce, anche i tempi medi di attesa: 8,8 minuti per i codici rossi, 30,3 minuti per i codici gialli, 94,7 minuti per i codici verdi e 87,5 minuti per i codici bianchi.

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Da un'analisi sugli accessi al Ps di Monfalcone dal 15 al 22 maggio è emerso, inoltre, che nel periodo indicato sono stati valutati 658 pazienti: 7 codici rossi, 116 codici gialli, 413 codici verdi e 122 codici bianchi. Analizzando i motivi d'accesso dei codici verdi è risultato che 133 di questi (32,2%) avevano patologie che avrebbero potuto essere gestite sul territorio, anziché in Pronto Soccorso. Questi accessi, sommati ai codici bianchi, costituiscono il 38,7% degli accessi totali.

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