Comitato 10 febbraio: "sui Danneggiamenti dei Monumenti ai Martiri delle Foibe non Bisogna Stare in Silenzio"

Buon giorno,dalle segnalazioni pervenuteci in questi giorni su posta elettronica, social network ed sms, molti son stati i triestini e non solo, destati da un reale , vivo e sentito sdegno riguardo i vili gesti di questi ultimi giorni ai Monumenti...


Buon giorno,
dalle segnalazioni pervenuteci in questi giorni su posta elettronica, social network ed sms, molti son stati i triestini e non solo, destati da un reale , vivo e sentito sdegno riguardo i vili gesti di questi ultimi giorni ai Monumenti Nazionali ai Martiri delle Foibe nella provincia di Trieste.
Dopo il comunicato stampa apparso sulle testate giornalistiche ( PUBBLICATO IN CODA), il Comitato 10 Febbraio ha lanciato un'iniziativa il 21 agosto presso il Monumento Nazionale della Foiba n°149 di Monrupino a Trieste.
E' stata deposta un fiore sulla stele ripulita, un atto doveroso da parte di ragazzi, cittadini, prima di tutto italiani che, con la loro presenza vogliono attraverso un umile gesto colmare una ferita inferta a un luogo di Ricordo.
All'iniziativa spontanea e silenziosa, organizzata dal Comitato 10 Febbraio di Trieste, ha partecipato anche il presidente nazionale Michele Pigliucci.

Comunicato stampa a seguito dei danneggiamenti alle foibe di Basovizza e Monrupino:

Persistono i danneggiamenti ai Monumenti Nazionali - Furto alla Foiba di Basovizza e imbrattamento sulla Foiba n°149 di Monrupino.

Denunciamo l'aggravarsi dell'incessante clima che persiste riguardo i danneggiamenti e i furti ai Monumenti nazionali nella provincia di Trieste.
Nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2012, sul Sacrario del Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza, è stata asportata la lampada votiva collocata sul cippo di Tristano Alberti che riproduce lo spaccato della Foiba.
I ringraziamenti vanno alla Lega Nazionale che ha prontamente denunciato il furto ai Carabinieri, segnalando il grave episodio alle competenti autorità comunali e, nel caso la lampada rubata non dovesse essere recuperata, si riserverà di provvedere alla sua sostituzione promuovendo a tal fine, una pubblica sottoscrizione.

Segnaliamo inoltre il secondo vilipendio nell'arco di poche ore al Monumento Nazionale dei Martiri delle Foibe presso la Foiba n° 149 di Monrupino (Trieste).

A distanza di poche ore dall'esser ripulita dalle scritte rosse in sloveno trovate il giorno 15 agosto, viene nuovamente imbrattata, completamente, di nero e con esplicita sigla di ben noto apparato repressivo titino, evidentemente ancora esistente.

Il grave gesto, nella sua ripetizione, pone nuove riflessioni, sull'odio ancora vivo verso l'italianità di questa terra martire, nella frustrazione di non esser riusciti a occupare Trieste per più di quaranta giorni e nell'agonia di non poter veder sventolare la bandiera slava sui palazzi della nostra città.

Aspettiamo la condanna dell'imbrattamento del Monumento Nazionale da parte delle massime cariche istituzionali del Comune e della Provincia di Trieste, nell'auspicio che non accadano più episodi come questo, gesti i quali di certo non aiutano a superare quell'odio che dovrebbe rimanere solo nella memoria.

Ricordando come nella notte del 11 febbraio 2011, sul muro del centro di documentazione presso il Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza (Trieste), apparse la scritta larga una quindicina di metri ''Nessun ricordo per i fascisti di ieri, nessuno spazio per quelli di oggi'', scritta con lo spray nero proprio a due passi dal luogo in cui si è svolta il giorno prima la solenne cerimonia a ricordo di quelle migliaia di innocenti vittime, italiane e non, infoibate dai comunisti jugoslavi e il danneggiamento con la colla liquida nelle serrature del centro documentazione; sembra certo ormai che la questione possa avere una dimensione nazionale, visto che periodicamente dobbiamo assistere a gesti inqualificabili come quelli appena descritti da parte di criminali che negano il dialogo.


Negli ultimi tempi abbiamo dovuto registrare numerosi vandalismi alle targhe in memoria degli italiani infoibati: la targa di Marghera è stata recentemente ritrovata e ricollocata dopo che, a distanza di poco più di un anno dal primo sfregio del 10 febbraio 2011, era stata nuovamente rimossa alcuni giorni prima del 25 Aprile di quest'anno, gettata nella spazzatura e il monumento imbrattato con vernice rossa, falci, martelli, stelle e insulti; a Parma, nemmeno un mese fa, sono state imbrattate con vernice nera le due targhe che indicano "Largo Martiri delle Foibe".

Il tutto aggiunto alle "dimenticanze" del comune di Napoli lo scorso Febbraio, la brutta figura di Pisapia alla cerimonia di Milano (il sindaco è uno dei quindici che votò contro la legge per l'istituzione del Giorno del Ricordo) e la revoca della concessione di una stanza all'Università di Firenze, per una conferenza sul tema Foibe-Esodo, dietro pressione dei collettivi di estrema sinistra, nonostante ci sia una legge che dal 2004 tutela questo frammento di storia volutamente nascosto per decenni.

La memoria condivisa e lo spirito di riconciliazione tanto decantate dalle massime autorità istituzionali ogni 10 Febbraio si traducono in vuote chiacchiere. Nonostante l'inevitabile trascorrere degli anni, le foibe e l'esodo non possono rimanere argomenti di divisione tra gli italiani, così abili nel frazionarsi secondo ideologie e steccati mentali assurdi.

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