Il "Parco della Pace" consegnato alla Comunità slovena

Un'area in prossimità del Poligono di tiro di Opicina, prima di proprietà del Demanio e ora passata al Comune. Dipiazza ha quindi donato alla Comunità slovena il parco, che verrà gestito dall'A.N.P.I. Il sindaco: "Un altro passo verso una memoria condivisa"

Consegnato alla Comunità slovena il "Parco della Pace", un'area di 179 metri quadri in prossimità del Poligono di tiro di Opicina, precedentemente di proprietà del Demanio e ora passata al Comune di Trieste dopo un complesso iter burocratico. Il sindaco Dipiazza ha quindi donato alla Comunità slovena il parco, che verrà gestito dall'A.N.P.I. Intervenuti alla cerimonia nel Salotto azzurro del Comune il console generale di Slovenia Vojko Volk, il vicepresidente del Consiglio comunale di Trieste Igor Svab, la consigliera Valentina Repini e la presidente della I Circoscrizione Maja Tenze.

Una bella giornata

“Oggi è una bella giornata - ha dichiarato Dipiazza -. Mi ero preso questo impegno nel 2004, con la Comunella di Borst, quando avevamo realizzato il monumento alla Foiba di Basovizza. Poi sono passati gli anni con incontri e un lungo iter con il Demanio e alla fine, finalmente, possiamo consegnare ques'area alla Comunità slovena. Si percorre così un altro passo verso una memoria condivisa".

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Dai "tre presidenti" al centenario del Narodni Dom

“In questi anni - ha aggiunto ancora il sindaco - abbiamo fatto un percorso straordinario, collaborando e cercando sempre di unire. È bellissimo pensare agli inizi del 2000, con tutti i sindaci del nostro territorio, abbiamo cominciato ad andare insieme sui luoghi della memoria. E ancora abbiamo fatto tradurre il discorso del sindaco in Risiera, cosa che ora è una consuetudine. Abbiamo realizzato lo “storico” concerto dei tre Presidenti in piazza Unità d’Italia e il prossimo anno, in occasione dei 100 anni del Narodni Dom, faremo sicuramente una grande manifestazione a Trieste”.

Volk: "Gratitudine al sindaco"

Grande soddisfazione da parte del console Volk, che ha espresso "gratitudine al sindaco per il suo operato, improntato a mantenere buoni i rapporti con la nostra comunità e ad abbattere i confini, valori che vanno ribaditi e difesi ogni giorno. La nostra speranza - ha aggiunto il console - è che un giorno saremo in grado di lasciarci alle spalle la storia e insegnarla nelle scuole invece di utilizzarla per fare politica".

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