Sanità, le richieste sindacali dei dirigenti: assunzioni, tamponi e mascherine

Sono queste le richieste specifiche fatte all'assessore regionale con delega alla Sanità Riccardo Riccardi dalle associazioni sindacali della Dirigenza Medica e Sanitaria, Veterinaria, Professionale, Tecnica e Amministrativa del Servizio Sanitario Regionale

Assunzioni di personale giovane, fornire un maggiore utilizzo di tamponi, mascherine adeguate e dare un concreto sostegno alle microbiologie e alle farmacie. Sono queste le richieste specifiche fatte all'assessore regionale con delega alla Sanità Riccardo Riccardi dalle associazioni sindacali della Dirigenza Medica e Sanitaria, Veterinaria, Professionale, Tecnica e Amministrativa del Servizio Sanitario Regionale. Il confronto, ritenuto "indispensabile in un momento storico così grave", si è tenuto in videoconferenza lo scorso 21 marzo.  

Maggiori controlli

Una richiesta di "maggiore protezione a medici e operatori sanitari" che si va quindi ad aggiungere all'immediata necessità di fornire ulteriore sicurezza per la "prima linea". "E’ stato sottolineato che anche i Medici di Medicina Generale sono in difficoltà e lamentano scarse risorse a questo proposito" così le sigle sindacali che hanno chiesto che venga effettuato "un maggiore controllo sulle strutture sanitarie", e "l'annullamento di attività cliniche ed interventi differibili, per liberare risorse per la lotta all’epidemia e per ridurre presenze e concentrazioni di dipendenti". 

Smart working per chi non ha mansioni cliniche

Sul fronte dell'operatività quotidiana, per il personale non coinvolto da mansioni cliniche è stata chiesta l'applicazione dello smart working. "In un momento come questo sono indispensabili nuove assunzioni, in particolare di giovani leve - hanno ribadito i sindacati-. E’ stato infatti sottolineato che il ricorso ai medici pensionati, per quanto lodevole dal punto di vista umano e professionale, potrebbe aumentare i fattori di rischio generali per la loro fragilità legata all’età avanzata. Per qualcuno di loro anche l’aggiornamento potrebbe essere un elemento critico". 

Il "nodo" comunicazione

La comunicazione e l'informazione rappresentano gli altri nodi cruciali del rapporto tra azienda e professionisti in prima linea. "Devono essere condivise e rivolte a tutti i dipendenti. Anche protocolli ed indicazioni comportamentali - prosegue la nota - per le procedure legate alla protezione individuale, ma anche per quanto riguarda gli spostamenti del personale tra i vari reparti o strutture, devono essere precisi ed uniformi in tutta la Regione e tra le Aziende. Questo è un argomento che riguarda qualunque operatore, non solo medico, ma dal fisioterapista al necroforo. Le indicazioni devono essere poche ma chiare". 

Conoscere il numero degli operatori infetti

I sindacati hanno altresì richiesto di conoscere il "numero degli operatori infetti" e hanno proposto "l’attivazione di Foresterie per i Medici in prima linea COVID-19, per consentire la riduzione del rischio infettivo per le loro famiglie, in linea con quanto proposto da alcuni operatori dell’ospedale di Udine". Secondo i sindacati poi vanno stabilizzati i "molti precari e responsabili incaricati o facenti funzione che lavorano duramente e che andrebbero finalmente gratificati con una stabilizzazione", operazione consentita dalla normativa nazionale. 

Le ultime richieste

Oltre alla richiesta di implementare "il sistema di sanificazione degli ambienti" e il posizionamento di divisori in vetro o plexiglas come fatto in Corea, c'è infine, secondo le sigle sindacali, da rinnovare il protocollo d'intesa tra Università e Regione. I sindacati hanno poi concluso con una frecciatina nei confronti di è stato chiamato a governare il Paese negli ultimi periodi. "La Sanità in Italia è stata vista per troppi anni come un capitolo di spesa da tagliare. E' in momenti come questi, così critici ed in situazioni così gravi, che si valutano le qualità dei Governi, ma anche dei piloti posti alla guida delle strutture sanitarie". 

La replica di Riccardi

Dopo aver dovuto abbandonare l'incontro per risolvere una problematica urgente legata al possibile acquisto di una ventina di respiratori (operazione che tuttavia non sembrerebbe essere andata in porto), Riccardi ha sottolineato come in Friuli Venezia Giulia non ci siano malati "puri", vale a dire persone affette solamente dal covid-19. Nonostante la difficoltà nel reperimento delle mascherine, Riccardi ha detto di essere d'accordo "con i medici sulla necessità di dotare il personale di mascherine di protezione". I problemi maggiori che la Sanità sta affrontando in questo momento sono rappresentati dal "reperimento di respiratori per poter ampliare il numero di posti in terapia intensiva, i dispositivi di protezione individuale, la riorganizzazione ospedaliera e quella territoriale, la logistica per dare alloggio ai nuovi infermieri e operatori". 

"Settimana decisiva"

E proprio Riccardi ha annunciato che "questa sarà una settimana decisiva perché confrontando l'andamento reale della curva dei casi con il modello predisposto con l'equipe del professor Barbone potremo capire se la dotazione delle nostre strutture reggerà". Se la situazione dovesse precipitare, ha sottolineato Riccardi, "possiamo solo prepararci con il reperimento di personale medico e di attrezzature". 

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La rappresentanza sindacale è composta dalle seguenti sigle: AAROI EMAC Alberto Peratoner, ANAAO ASSOMED Valtiero Fregonese, ANPO ASCOTI FIALS MEDICI Antonio Maria Miotti, FASSID Lorenzo Bison , FEDIR Samuel Dal Gesso, FPCGIL  Calogero Anzallo, FVM Roberto Cesanelli e Patrizia Esposito, UIL Medici Alessandro Dente.  

 

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