Coronavirus, un triestino di ritorno dall'Asia: "A Mosca e Venezia nessun controllo"

La testimonianza arriva da un triestino che ha passato l'ultimo mese tra Vietnam e Thailandia. "Scalo a Mosca e nessun controllo, come d'altronde a Venezia appena atterrati in Italia"

foto di Filippo Biondolillo

Ad inizio gennaio del coronavirus neanche l'ombra, poi ecco che si diffondono le prime notizie, i primi controlli e la psicosi alimentata (anche) dai media, con interviste ad esperti, titoli strampalati e fuorvianti, casi sospetti anche in Friuli Venezia Giulia, un dibattito che si sivluppa attorno alle comunità cinesi e tutto ciò che ne consegue. Si parla di centinaia di morti, più di diecimila casi di contagio, una grande emergenza internazionale e, in ultimo, la notizia dell'isolamento del virus da parte di un'equipe italiana (il che permetterà di studiarne le cause e le conseguenze). 

All'interno del dibattito, visto che l'angolo trova poco spazio nei media, un ruolo lo potrebbero assumere le testimonianze di chi fatto ritorno o sta ritornando dall'Asia in direzione dell'Europa. Una di queste arriva direttamente da un triestino che ad inizio gennaio ha viaggiato dall'Italia in Asia, passando l'ultimo mese tra il Vietnam e la Thailandia. Dopo le ferie, ecco quindi il volo di rientro. 

"Son partito venerdì mattina dalla Thailandia e sono arrivato in Italia la sera - racconta Daniele -. Ho preso l'aereo a Phuket e all'aeroporto c'erano solamente due persone messe ai controlli che ti misuravano la febbre con il termometro. Poi siamo saliti a bordo di un aereo Aeroflot con direzione Mosca, scalo internazionale. Numero di controlli nello scalo russo? Zero, neanche i tailandesi con il termometro". 

"Alla dogana moscovita eravamo ammassati come sardine - continua Daniele - e siccome c'erano tante persone e poco personale per controllare i documenti, in quel momento le file erano completamente saltate, così abbiamo iniziato a farci largo a spintoni. Eravamo tutti a stretto contatto e non so cosa sarebbe potuto succedere se quelle persone fossero state contagiate dal virus in precedenza".  

"Poi alla fine l'aereo è ripartito per dirigersi verso Venezia. Sapete quanti controlli mi hanno fatto appena atterrato?". La risposta è identica a quella valida per Mosca. "Negli ultimi giorni è vero che qualche caso di coronavirus era emerso anche in Thailandia - conclude Daniele - ma scusate, io che venerdì sono atterrato in Italia e proveniente da quel paese, per quale motivo né a Mosca né in Italia sono stato sottoposto ad un controllo? Potete spiegarmelo?". 

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