Corteo CasaPound: il malcontento dei commercianti di via Battisti

"Chi ci restituirà il mancato guadagno?" Il Comitato esercenti Trieste centro prepara una lettera di protesta per sindaco e prefetto: "Chiediamo un risarcimento"

In vista delle due manifestazioni che si terranno domani, 3 novembre, abbiamo sentito il parere dei commercianti di via Battisti, una delle vie in cui domani sfilerà il corteo di CasaPound. Dai primi riscontri si evince un forte malcontento. Le attività, soprattutto quelle più piccole, si sentono ancora una volta abbandonate dalla politica, che sembra non interessarsi minimamente dei danni economici che subiranno.

"Un'altra azione contro i commercianti"

"Siamo obbligati a chiudere. E anche se tenessimo aperto dopo che tutti i media hanno consigliato alla gente di non uscire, che senso avrebbe? Questa ci sembra un'altra azione contro i commercianti, il prefetto ci dia delle spiegazioni. Si tratta pur sempre del primo sabato di novembre. La politica ancora una volta segue interessi che non hanno a che fare con la gente. E paghiamo noi. Inotre, non si tratta di un corteo soft...speriamo non succeda nulla". Hanno dichiarato gli esercenti di un negozio di calzature.

"Trieste città turistica?"

Sulla stessa linea anche la titolare di Nikki tende: "Dicevano tanto che Trieste doveva essere una città turistica, quindi si dovrebbero evitare a mio parere i cortei. A causa del terrorismo mediatico le persone non usciranno, e io sono costretta a chiudere la mia attività. Fortunatamente mi posso organizzare perchè, per quello che faccio, posso lavorare anche su appuntamento. Tuttavia non credo sia stata una mossa felice".

"Assurdo autorizzare entrambi i cortei"

La fioraia di via Battisti ha sottolineato l'assurdità di avere due cortei (quello di Casapound e quello Antifascista) così diversi nella stessa giornata: "Io sono obbligata a chiudere. Posso tenere aperta la mia attività solo fino le 12.00.Il corteo mi pare una gradissima cavolata. Più che altro il fatto che abbiano permesso ad entrambi i cortei di sfilare lo stesso giorno. Da quando lavoro qui ne hanno fatti di cortei e non è mai successo nulla. In questo caso l'errore è dare il via libera a cane e gatto".

"Ho deciso di tenere chiuso anche la mattina per evitare eventuali danni. Non è sicuramente una cosa bella. Se chiudo, non guadagno. Le tasse, invece, le devo pagare sempre" ha invece dichiarato la titolare dell'ortofrutta appena aperto.

"Chiederemo un risarcimento a prefetto e sindaco"

"Ancora una volta paghiamo noi commercianti - ha dichiarato il titolare della cartoleria -. Noi resteremo aperti fino alle 12.00 e poi siamo obbligati a chiudere e per noi questo significa non guadagnare. Con il Comitato esercenti Trieste centro abbiamo avviato una raccolta firme e abbiamo deciso di presentare una lettera di protesta al sindaco e al prefetto chiedendo un risarcimento".

"Trieste deve decidere se essere un laboratorio del 900 o una città turistica"

"Resteremo aperti perchè abbiamo molti eventi in programma e siamo stati avvisati con poco anticipo. Inoltre siamo troppo grandi per permetterci di restare chiusi, siamo anche un caffè storico e abbiamo molte prenotazioni fatte da turisti. Non ci sembrava il caso". Ha dichiarato Alexandros Delithanassis, titolare del Caffè San Marco.
"Riguardo alla manifestazione di domani - aggiunge Delithanassis - penso che la città e chi la governa deve decidersi se siamo un laboratorio del 900 o una città turistica. Abbiamo avuto due giorni ottimi, economicamente parlando. Domani ci perderemo sicuramente e chi ci restituirà la differenza degli incassi? Avremmo potuto fare un bel ponte, ci sarebbe potuta essere una festa per il patrono, come in qualsiasi città in regione, una di quelle che unisce tutti e che riempie la città con turisti che arrivano da ovunque. Invece, credo che questa città non riesca  proprio ad essere felice perchè incatenata nel voler essere sempre e comunque un laboratorio politico".

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