150 tifosi al corteo organizzato dagli Ultras: «Non siamo disposti a svendere il marchio»

150 tifosi hanno preso parte nel pomeriggio al corteo "Salviamo la nostra amata Unione", organizzato dalla Curva Furlan. Slogan contro l'attuale dirigenza e voglia di rivivere i fasti del passato da parte dei tifosi rosso-alabardati

150 tifosi hanno preso parte nel pomeriggio al corteo "Salviamo la nostra amata Unione", organizzato dalla Curva Furlan. Slogan contro l'attuale dirigenza e voglia di rivivere i fasti del passato da parte dei tifosi rosso-alabardati.

Giovanni, portavoce  della Furlan riferisce che «con questa manifestazione vogliamo ribadire ancora una volta che la protesta non è finita e che le eventuali nuove proposte di interesse, se eventualmente il romano (Pontrelli ndr.) mollasse, senza concrete garanzie a supporto non verranno prese in considerazione in quanto non siamo disposti a svendere il marchio. Sentiamo il peso di questa responsabilità e non vogliamo più ricadere negli errori del passato. Quello di oggi è un richiamo ai tifosi della Triestina a stare assieme uniti ed è un monito alle Istituzioni e a chi vigila in città di darsi una mossa e farsi parte in causa a favore di un futuro positivo per la squadra rosso-alabardata. Per quanto concerne le diverse proposte di interesse, noi restiamo alla finestra, come ben si sà non abbiamo appoggiato nè commentato sui diversi media le diverse ipotesi di vendita emerse, in quanto troppo volte si è provato a dar fiducia a personaggi che non se la meritavano. Per cui stiamo in silenzio e osserviamo. Solo dopo garanzie reali e concrete, e dopo un dialogo approfondito sui contenuti e le reali intenzioni, potremmo arrivare a discutere nuovamente la cosa» 

Ma domani è anche la fatidica data dell'udienza in tribunale relativa al concordato «anche per questo oggi ci siamo trovati e stretti attorno ai colori rosso alabardati - conclude il portavoce Ultras - perché comunque vada noi ci saremo sempre, così come la Triestina e il suo marchio. Se domani quella squadra dovesse fallire, la questione non ci tocca. in quanto quella non è la vera Triestina».

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